Le segrete cose

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L’immensità della Commedia, che nei secoli ha generato commenti e interpretazioni a non finire, e commenti di commenti e interpretazioni di interpretazioni, ha sollecitato anche i cantori della Tradizione, i convinti dell’esistenza di una sapienza eterna, nascosta in tutte le grandi tradizioni religiose, esoterica e riservata a chi intraprenda un cammino spirituale. Maria Soresina scrive questo suo libro, Le segrete cose (Moretti & Vitali, Bergamo 2002), per mostrare come il senso profondo (inattingibile dai critici accademici) del poema dantesco possa dispiegarsi agli occhi di chi sia stato illuminato da un contatto sapienziale con la tradizione filosofica indù. La Soresina legge quindi Dante a partire dallo Yoga classico, dal Bhagavad-Gītā, dalle Upanishad ecc., con risultati suggestivi. Ma se il forzare i testi è l’unico modo per far loro rivelare il segreto che contengono, ed in verità è un metodo usato dai sapienti di tutti i tempi, e anche nella Bibbia, qui qualche volta l’autrice esagera, facendosi prendere la mano dalla propria volontà di convincere. Sulla vicinanza di Dante al catarismo, infatti, le forzature sono davvero eccessive, e il massimo è raggiunto quando si vuol dimostrare che Dante crede nella reincarnazione. I versi 49-75 del canto XXXII del Paradiso sono torturati per far loro dire che i bambini innocenti del Paradiso sono le anime in attesa della reincarnazione. Il grave è che qui si pretende di fornire una dottrina esoterica, mentre poi si parla di una reincarnazione reale-fattuale, post-mortem, e nient’affatto simbolica, come nell’esoterismo dovrebbe essere. Ne conseguirebbe che le vicende della vita non decidono affatto la sorte eterna dell’anima, come è senso evidente di tutto il poema di Dante, il quale perciò sarebbe totalmente non cristiano. Certo, la lettura della Soresina potrà stimolare qualcuno a leggere Dante con occhi non scolastico-accademici, il che è comunque un bene.

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3 thoughts on “Le segrete cose

  1. sul Dante esoterico, mi è capitato un bellissimo libro con una ricca prefazione di Umberto Eco, L’idea deforme. Un ottima raccolta di saggi di vari autori esperti di Dante che demistifica quello che potremmo chiamare il “paradigma del velame”. Senza nulla togliere però al linguaggio straordinariamente complesso e articolato, e spesso a più livelli comunicativi, di Dante

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