Il significato nascosto dell’architettura classica

her.jpgQual è il significato nascosto dell’architettura classica? Il significato nascosto dell’architettura classica è il titolo della traduzione italiana (di C.Rodriguez, Bruno Mondadori, Milano 2001) del libro di George Hersey The Lost Meaning of Architecture. Speculations on Ornament from Vitruvius to Venturi (1988). Un libro bellissimo, che come spesso avviene per la produzione accademica americana ha molto da dire in proprio, e che risulta assai interessante e coinvolgente anche per lettori che, come me, non nutrono un interesse specifico per l’architettura, ma uno generale per i fenomeni culturali che abbiano un forte risvolto antropologico, soprattutto quando vi siano implicati il fattore religioso e quello sacrificale (che sono, a ben guardare, un unico fattore).  La prefazione all’edizione italiana, di M. Biraghi, è molto girardiana, anzi spira entusiasmo girardiano, mentre Hersey di Girard cita solo La violenza e il sacro in una nota. Basta leggere il titolo del secondo capitolo, però, per afferrare l’idea di fondo dell’autore: Architettura e sacrificio. Il significato nascosto dell’architettura classica sta nella sua origine, e l’origine è sacrificale. Il tempio greco è stato nei millenni letto in una prospettiva estetizzante, formalistica, a-religiosa, relegando in un angolino la grande questione della funzione del tempio, che ne determina la forma. Hersey legge le parti del tempio greco, con tutti gli elementi che le compongono, con un’etimologia che riporta ogni cosa alle parti del corpo, animale ed umano, mostrando come l’etimo sia legato a realtà che l’indagine scientifica recente (sul modello di Burkert, per intenderci) ha fatto riemergere da secoli e secoli di oblio classicistico. E c’è un ricco apparato iconografico che fa tutt’uno col testo e lo rende ancor più suggestivo.

Mi pare di poter dire che la tesi di Hersey sia condensata in una frase che è all’inizio del libro: Come noi oggi ci atteniamo a tabù d’ogni tipo, da quello dell’incesto ai tabù alimentari, anche se è scomparsa – ormai da moltissimi anni – la memoria dei miti che li potevano spiegare, così gli architetti si sono attenuti nei secoli alle complessità rituali del classicismo, anche dopo che si è persa ogni consapevolezza del loro significato sacrificale. (p.2)

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