Quarant’anni dall’uccisione di Che Guevara. Non l’ho mai amato, il leader comunista duro e spietato, che il Mercato del Risentimento mondiale ha reso icona di immaginarie libertà, catalizzatore di pulsioni giovanili e dei sensi di colpa dell’Occidente. Il fucilatore stendardo dei no-global che rifiutano l’uso delle armi. Romanticismo da strapazzo, incapacità di fissare il vero, voglia di favole e illusioni. Continua a leggere
Zabaione
Marco Ahmetovic
Il nostro Stato è così. Le leggi sono chiare e severe, e i cittadini hanno fiducia nella giustizia, che è rapida ed efficiente.
Marco Ahmetovic. Rom ventiduenne. Rapinatore a mano armata nel 2006 e libero di girare. Frequentemente ubriaco, come capita spesso ai maschi del suo accampamento, guida il suo furgone come un pazzo. Uccide quattro giovani. Condannato in primo grado a sei anni, da trascorrere in un residence sul mare. Continua a leggere
Onore al sapere
Tutti quelli che blaterano di scuola dovrebbero leggersi la parte finale (almeno quella, chi blatera di scuola non legge poi molto, o legge solo masturbazioni intellettuali) de La lingua salvata di Elias Canetti. Il giovane Canetti interveniva molto, durante le lezioni, diceva la sua, si metteva in mostra, e a diversi insegnanti ciò dava fastidio, per non parlare dei compagni. Ma alcuni insegnanti, invece, lo amavano per questo, perché avevano capito che lui così facendo voleva rendere onore al sapere, e alla loro opera. E io, nel mio piccolo, rendo onore a Canetti, che amo. Continua a leggere
Poesia della domenica
Non per sognare
Non per sognare l’anima di un falco
o per vivere l’attimo del fuoco
che nella notte seguace ti sprofonda
o consumato ti abbandona esanime
là dove l’acqua in gorghi più profonda
attira a sé te, nel suo nerume Continua a leggere
Patriarcato II
Alcune studiose, come Gerda Lerner, Marija Gimbuta e Rianne Eisler hanno tentato di spiegare la nascita del patriarcato come la conseguenza di un’invasione delle pacifiche comunità agricole da parte di culture patriarcali guerriere dotate delle superiori armi dell’età del ferro. Ma questa ipotesi non è in grado di risolvere due importanti questioni. Anzitutto, in che modo gli invasori dell’età del ferro erano diventati patriarcali? E in secondo luogo, come si può spiegare il fatto che il patriarcato sorse anche in Mesoamerica, dove la civiltà aveva a malapena superato il livello dell’età della pietra? Continua a leggere
Patriarcato I
Rileggo un intervento di Britton Johnston sulla questione del patriarcato, ovvero sul potere maschile che dà ordine alla società degli umani. E’ noto che il pensiero femminista (e non solo) ha favoleggiato di un’era originaria in cui gli umani sarebbero stati retti dal matriarcato. In realtà di questo non vi è alcuna solida evidenza. Scrive Johnston:
Anzitutto, presupponiamo che ci sia stato un tempo in cui la civiltà sia stata non-patriarcale. Questo è lontano dall’essere provato, sebbene ci sia qualche indicazione che le cose potrebbero essere state così. Ma come avrebbe luogo la transizione dalla cultura non-patriarcale a quella patriarcale? Continua a leggere
Ordine maschile
La religione monoteistica come fatto primariamente maschile. Molti pensieri germinano contemplando questo momento musicale-religioso di una tariqa islamica. La primarietà degli uomini rispetto alle donne, dell’elemento maschile che è al fondamento della cultura e della religione. L’elemento femminile c’è, ma viene dopo. Non può essere casuale che Islam, Ebraismo e Cristianesimo abbiano sempre distinto i ruoli, e assegnato il protagonismo ai maschi. Fa parte dell’essenza, e quando l’essenza è intaccata il tutto crolla. Continua a leggere
Il nostro Stato
Il nostro Stato è questo: Cristoforo Piancone, ex brigatista rosso condannato all’ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, gode della semilibertà, e, visto che non si è mai pentito della militanza comunista combattente e dei suoi crimini, riceve l’incarico di bidello in una scuola di Torino: giustamente, perché figure rigorose e coerenti come la sua debbono stare a contatto coi giovani. Continua a leggere
I miei uccelli (2)
Il negozietto
Negli anni della mia infanzia, quando abitavo a San Giacomo dall’Orio a Venezia, mi capitava spesso di passare in una calle stretta, a metà della quale si trovava un negozio che vendeva uccelli. Solo uccelletti canori, di tutte le specie italiane, quelle che ora sono protette e non si possono più tenere in gabbia, e inoltre canarini e pappagallini ondulati, o cocorite come si chiamavano allora. Già all’entrata della calle, che era buia, una di quelle calli veneziane strette dove il sole non arriva mai, si avvertiva la puzza e il frastuono. Continua a leggere
Caccia e sangue
Si apre, d’autunno, la stagione della caccia. Io sono un cacciatore, e cacciare è rispecchiarsi. Occorre un lago. Io l’ho trovato, ma non sono Virbio. Nondimeno, mi piace riprendere in mano i Dialoghi con Leucò. Ricordo di averne discusso con qualche imbecille, dei Dialoghi e di Pavese. Povero Pavese, quanti imbecilli intorno a te, da vivo e da morto… Non ne valeva la pena… Continua a leggere