Cats

Spaventosi gli spot pubblicitari di cibi per gatti, con alimenti preziosi su piattini di porcellana. La maggior parte dei gatti domestici vive ormai una condizione di snaturamento totale, subisce una violenza che si pensa buona e affettuosa, e che impedisce all’animale di esplicare la sua natura. Lo castrano, lo costringono in appartamento, gli danno da mangiare solo bocconcini in scatola, lo fanno dormire sul proprio letto, lo considerano una persona, e lo pensano felice. Esistono anche linee di cibi per gatti senza contenuto animale, cioè vegetariane, perché l’anima sensibile dei padroncini non può tollerare che qualche animaletto venga ucciso per nutrire il felino. Che sentimentalismo nauseabondo, che ignoranza ipocrita! E invece il gatto è un formidabile predatore, e solo quando caccia è veramente felice e realizzato, quasi divino, come la foto rivela.   

Cavedani

Quello che l’occhio può cogliere con un po’ d’attenzione all’ombra  delle ninfee sagoma immobile, è un ciprinide onnivoro, che si adatta a tutti gli ambienti, è il cavedano. Lo si trova nei grandi laghi come nei fossi e nei ruscelli, nel Po come nei torrenti di montagna, negli stagni e nei laghetti dei parchi, come questo di un parco pubblico vicino a casa mia, a Treviso.

Quando da bambino andavo a pesca sullo Zero, un fiume piccolo ma ricco di pesci, e prendevo alborelle e triotti, sognavo sempre di allamare dei grossi cavedani, e non mi riusciva mai. C’era allora un vecchio pescatore che invidiavo perché li prendeva, usando come esca grilli e anche grosse cavallette verdi.
In questi ultimi anni mi capita ogni tanto di catturarne qualcuno mentre vado a caccia di trote con l’esca artificiale. Mangiano di tutto, infatti, anche pesciolini, chicchi d’uva, frutta varia, pane, vermi, e ogni cosa commestibile scenda la corrente.

Campanula

Concentratevi su di un fiore in un prato, come questa campanula. Guardatelo con attenzione, fissate il vostro sguardo su di esso. Non lo sentirete infine cantare? E una volta sperimentata questa bellezza, e bevuto a questo calice, non avvertirete il richiamo alla battaglia, per difendere il diritto di tutti gli esseri umani alla bellezza? Perché non c’è solo il pane,  e solo il circo e il lupanare. Questa campanula ha un valore politico. E forse anche militare.

La Montagna

La montagna, come il mare, è un oggetto di contemplazione infinito. Le montagne sono molte, ma ognuna rappresenta la Montagna, l’unica. E la Montagna può essere vista in tre modi, e si offre a tre domande. Ci sono i suoi piedi, e la domanda è: che cosa c’è ai suoi piedi? C’è il suo ventre, e la domanda è: chi abita dentro la montagna? E c’è la cima, e la domanda è: che cosa si vede dalla cima? La risposta a quest’ultima è anzitutto: altre montagne. Ma ognuna delle tre domande ne genera altre.