Federalismo?

In una sua mail il mio amico Alberto Astolfi, che vive negli Stati Uniti, mi scrive: “Spiegare ad un americano la questione del federalismo in Italia è quasi impossibile. Ieri un mio collega dell’Università di Grousehunting mi ha chiesto se la Lega Nord vuole ancora l’indipendenza della pianura padana, come è scritto nel suo stesso nome di partito, o vuole uno Stato federale come gli USA, e quindi non vuole più l’indipendenza. Federalismo e indipendenza non sono assolutamente la stessa cosa, insisteva. E io ho tentato in tutti i modi di spiegargli che in Italia le parole non hanno lo stesso valore che hanno in USA, che da noi uno può dire una cosa e intenderne un’altra, e che tutti  lo sanno l’uno dell’altro e quindi per noi non è un vero problema, e che indipendenza non significa per noi quello che pensano gli Americani, e nemmeno federalismo, e che nemmeno nipote di Mubarak vuol dire realmente nipote di Mubarak, e nemmeno una menzogna è una menzogna. Ma lui proprio non riusciva a capire”.

16 pensieri su “Federalismo?

  1. Che ce ne frega a NOI dell’indipendenza ,lo siamo già.noi,indipendenti :
    cioè uomini e donne LIBERI/E!!!
    3 = numero PERFETTO: n.A.(Amore!).
    lallalà
    P.S. ……e Ricorda (Memoria storica): sule-mare-ientu!

  2. Beh, Fabio, però anche gli americani nelle spiegazioni peccano… qualche volta. Per esempio: i titoli tossici; quali decisioni si prendono nella sala ovale oltre all’uso improprio dei sigari; le armi di distruzione di massa che c’erano poi non c’erano e siccome c’erano state era meglio distruggerle anche se si distruggeva un regime che andava distrutto a prescindere dall’esistenza o meno della armi di massa, ma era meglio non dirlo e quindi dire che le armi c’erano ecc… Non sempre si riescono a capire anche loro e a qualcuno, poi, manca anche il tempo per capirli…

  3. A me però sembra più facile capire il pretesto delle armi di distruzione di massa e la sua funzione come casus belli, e il sesso clintoniano, che le nipoti di Mubarak e il federalismo/secessione.

  4. Indubbiamente. Anche se la rilevanza della politica estera per gli USA è fondamentale per comprendere la facilità con cui quella interna possa usufruire di un linguaggio apparentemente, credo, algido e univoco nel designare le pratiche e gli oggetti del potere. In altre parole, la forza della nazione esercitata all’esterno consente, almeno in parte, la veridicità del discorso politico interno. Non sono d’accordo sulla scarsa rilevanza che, in occasione degli scandali sessuali del nostro premier, viene attribuito al sesso clintoniano. Per non parlare degli inglesi. Nella vicenda del federalismo personalmente sostengo la primogenitura leghista e non certo il saltar sul carro operato dalla sinistra quando il tema si fece inaggirabile. In questo senso la confusione linguistica è certamente responsabilità della Lega, ma, caso non meno importante, almeno in parte indotta dall’assunzione del tema a opera di culture politiche del tutto aliene da quella prospettiva. Dal punto di vista della Lega anch’io sarei molto ma molto sospettoso a considerare veridico un cambio di prospettiva in senso federalista da parte di forze che hanno praticato storicamente il centralismo democratico. Da qui, credo, le cortine fumogene secessioniste e indipendentistiche. Dal momento che si crede fumo il federalismo dell’ultim’ora. E questo senza valutare il merito del federalismo proposto dalla Lega, a mio parere claudicante e abbastanza ridotto nella sua efficacia.

  5. Gli americani mancano di cultura per questo non capiscono .
    La nipote di Mubarak significa questo : ” Dietro qualunque extracomunitario che vi compare davanti potebbe nascondersi un principe , un ingegnere aereonautico , il nipote di un Presidente oppure un amichetta del Presidete del Consiglio ; non fatevi ingannare dalle apparenze ”
    Federalismo e secessione sono la stessa cosa e significano : “Basta con la palla al piede del mezzogiorno parassita “.
    Solo che a loro mancano le basi .

  6. Be’, gli Americani hanno basi militari in tutto il mondo. Mi chiedo se gli Europei che pensano ancora di essere superiori culturalmente agli Americani (cosa che tutti i popoli tendono a pensare di sé rispetto agli altri), e di capirli, mentre non sarebbe vero l’inverso, sappiano, ad esempio, che cosa sia stata la Guerra di Secessione, in cui gli Americani si sono massacrati tra loro per alcuni anni. Su quella guerra il nostro Luraghi scrisse, anni fa un libro stupendo.

  7. Fabio, non credo che nelle ultime vicende ci siano in ballo cose come la superiorità culturale tra popoli… La superiorità nella produzione e nei servomeccanismi sociali sì. La maggior parte degli americani non conosce la storia dei popoli con i quali hanno a che fare per motivi non certo culturali ma di mercato. Il provincialismo di chi di fronte agli scandali sessuali del premier si straccia le vesti perché verremmo considerati male e male interpretati è palese. Severgnini è riuscito a dire che un conto sono i pompini di Clinton un conto le palpate del Berlusca; che quella era un’amante, queste sono zoccole e via in un crescendo di distinzioni che da sole evocherebbero il rasoio di Occam…

  8. Rasoiamo: un Presidente del Consiglio che telefona alla questura per far liberare una minorenne marocchina accusata di furto dicendo che è nipote di Mubarak e la fa affidare ad una giovanotta che lui stesso ha piazzato in Regione come consigliera, la quale poi subito la lascia nelle mani di una altra donna, questo Presidente “non mi è simpatico”. Paragoni con Clinton, quello che dicono i Sinistri, ecc., non mi interessa. Trovo poi che chi lo difende lo faccia per antipatia verso i suoi avversari politici, o per interesse personale, perché questo comportamento (non le feste di Arcore in sé) è inaccettabile. Né bisogna confondere il giusto sdegno verso i sepolcri imbiancati con la giustificazione di ciò contro cui si scagliano i sepolcri. La trave evangelica nell’occhio…

  9. Concedimi però una difesa della mio posizione (che non è politica). Il Berlusca fa letteralmente schifo. Ma c’è da decidere su che piano. Su quello istituzionale? Certo. Su quello politico? Altra certezza. Su quello morale? Ancora più certi. Accertati questi tre ordini del discorso cosa ci rimane in mano? Che dovremmo migliorare la tenuta istituzionale dei personaggi che occupano le istituzioni; che occupano la politica; che occupano il discorso morale con i loro esempi. Come lo facciamo? È qui che non seguo il discorso dell’opposizione. Istituzionalmente ci sono situazioni inaccettabili anche nell’opposizione (magistrati che diventano politici in situazioni incerte per le loro carriere). E guarda che sul fuori ruolo della magistratura la democrazia rischia molto di più che non sull’affido improvvido alla Minetti… o la Minetti stessa. Il discorso politico che vorrebbe sostituire il Berlusca è al suo interno lacerato e trasgredisce di continuo il principio di non contraddizione: sta insieme gente che non è d’accordo su questioni essenziali (biopolitica in primis). Per non parlare del marasma morale. Ho visto il Tg3 di venerdì. Dopo la denuncia di prammatica dei comportamenti del Berlusca, alla notizia della morte di Maria Schneider mandano in onda Marlon Brando che attinge il ditino nel famoso burro… e subito dopo compare il faccione compiaciuto della Berlinguer ah finalmente la trasgressione comme il faut…

    1. Sul “marasma morale” sono d’accordo. Sul biopolitico e la democrazia una semplice questione: cosa credi che voterebbero gli italiani in un referendum sul diritto di decidere i modi della propria morte? Qui si pone una questione abissale.
      Sono d’accordo anche sull’opposizione come armata Brancaleone. Ma vale anche per chi sta al governo. Se ora entrerà anche Pannella, avremo un fronte che va dai fascisti antisemiti di Storace ai radicali…

  10. Cmq, per non essere frainteso, il mio post è solo culturale politicamente non giustifico il Berlusca; lo condanno alla fustigazione in piazza; sono indignatissimo per quello che fa, che ha fatto e farà. Il suo comportamento di ieri di oggi getta una luce oscura su tutto ciò che farà nel prossimo e immediato futuro. Non c’è alcun motivo, neppure il fatto che il suo partito ha vinto alle elezioni, per mantenerlo al soglio governativo. Prima se ne va meglio è per le nostre care esistenze, le quali tutte avranno un netto miglioramento non appena lui se ne sarà andato; l’aria diventerà respirabile a Milano e nell’hinterland e tutti beneficeranno di quel grande areosol di moralità che ci verrà insuflato direttamente dalla stanze che il premier più non occuperà… in quel di Arcore giù giù fino a palazzo Grazioli e più ancora fino alla Reggia di Caserta… Per dirti che non ho nessuna, dico nessuna, non dico speranza, ma neppure il più vago sentore che tutti i miei cazzi di problemi avranno una, dico, una mezza risposta che sia mezza, risolta o portata a una soglia vicina alla soluzione dal cambio di governo… Per le questioni per le quali mi batto, che ci siano gli uni o gli altri, non cambia assolutamente nulla (cfr il mio blog http://conafi-assocond.textdriven.com/), e ti assicuri le questioni di cui parlo interessano tutti ma proprio tutti… E quindi, con la stessa lieve e dissonante logica che vede in politica mettersi insieme gli opposti, credo che nessuna delle fini questioni che avvicinano il nostro vivere civile alla cloaca massima avrà alcun tipo di risposta. Lasciami la libertà di poterlo dire sul tuo blog senza dover intingere la mia tastiera nell’untuosa melassa del “dagli al porcone che gli rimane ancora poco da vivere…”…

    1. Caro Riccardo, guarda che io non mi associo al coro di “dagli al porcone”. Anzi, dove sento puzza di capro espiatorio mi allarmo assai. Per di più sono anticomunista dichiarato ( e per questo non amo affatto l’uso acritico e impreciso che si fa del termine “comunista” in ambito berlusconiano). Infine, oltre che di Girard sono un lettore accanitissimo di Machiavelli & Guicciardini, e so dunque come sia facile colorare di moralità ciò che è solo interesse e logica di potere.
      Gli è che non vedo grandi leader, in nessun senso, in grado di portarci fuori dal pantano, né a destra né a sinistra. Per esempio, se fossi un leghista avrei mal digerito un figlio ventenne del Capo subito fatto consigliere regionale (caso molto più grave, a mio parere, di quello della Minetti).

  11. In questa notizia qual è il ruolo di Dio? «Un triestino di 36 anni e la figlioletta di 17 mesi hanno perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto domenica sera sull’autostrada A4 nel raccordo Sistiana-Trieste. Ad innescarlo l’autista di un mezzo pesante, un 55enne di nazionalità ucraina, che ha imboccato l’autostrada contromano, provenendo presumibilmente dall’interporto di Fernetti. Il camionista è stato sottoposto all’alcol-test in ospedale, risultando positivo. Ora è in stato di fermo»… Nullo? Non pervenuto? Non ha visto? Non gliene frega niente? Perché lo invochiamo per mille inutili questioni? Politico-sociali innanzitutto, ma per nessuna di quelle per le quali forse siano riusciti a pensarlo? Forse perché i motivi per i quali lo abbiamo inventato sono proprio quelli ai quali Lui non risponde?

    1. Tu qui investi il problema supremo, caro Riccardo. DE PROVIDENTIA. Qual è il rapporto tra Dio e gli eventi? Per un islamico la questione è semplice: non si muove foglia che Dio non voglia, e tutto viene da Lui. Per la tradizione ebraico-cristiana la questione è a dir poco aggrovigliata. La risposta è sempre insufficiente o contraddittoria. Tra l’altro, qui io penso di essere eretico, perché non vedo alcuna intenzione divina dietro gli eventi della storia e gli accadimenti quotidiani. Se fossi un cattolico vero, dovrei dire, ad esempio, che la nascita di un figlio autistico è stata un dono divino, che mi porta a migliorare me stesso, ad aiutare tante famiglie con figli autistici, ecc., ma questo è, come sempre, solo uno spostamento del problema. Io la considero una sventura, un accidente. Come il crollo della torre di Siloe o il terremoto di Lisbona.

  12. un pò di eresia io credo che esista in ogni religione…
    l’assoluto ci spaventa.
    però, tornando al tema principale….elle due estremità (comunismo e berlusconismo) come si fa ad allearsi da una parte o dall’altra.
    mica ci abbiamo scritto giocondo, sulla fronte!
    la cosa importante è tutta incentrata in una parola. coerenza, nei fatti e nel pensiero. e questo è riferito a chi vuole comandare con giudizio.
    Buona serata Fabio

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