Uno spot sull’autismo

Questo spot, realizzato per la federazione (FANTASiA), che riunisce le tre associazioni nazionali di familiari di soggetti autistici più serie e più documentate sulla ricerca scientifica che esistano oggi in Italia, richiede un’analisi attenta, e il più possibile razionale. Purtroppo, e con mia grande amarezza, risulta immediatamente che si tratta di uno spot radicalmente sbagliato, e anche controproducente.

Ho già verificato una prima cosa: chi non sa nulla di autismo da questo spot non trae alcuna informazione reale (e corretta), anzi non capisce assolutamente niente. Inoltre, come oggi capita in molti spot publicitari, la “storia”, e in questo caso la recitazione, tesa e drammatica, oscura il messaggio. E dal messaggio una cosa che un inesperto capisce è che gli autistici non parlano e scappano, mentre la realtà è che molti di loro parlano (anche troppo) e non scappano affatto.
Recitazione e contenuto hanno qui un carattere del tutto tragico. Sembra un brano di tragedia greca. L’attrice, l’anziana Giulia Lazzarini, potrebbe essere Ecuba, o meglio ancora Giocasta, la madre di Edipo.
Non c’è una famiglia, ma una madre isolata. E questo è l’errore capitale. Qualsiasi difesa dello spot che punti sulla volontà di colpire duramente l’opinione pubblica, con una sorta di shock salutare, che risvegli le coscienze, urta qui contro uno scoglio insuperabile: si è messa in scena, ancora una volta, la Madre. La madre irrelata, assolutamente sola, senza l’uomo, senza la famiglia. Ma la scienza da tempo ha dimostrato che l’autismo non sorge dalla relazione distorta madre-figlio, come qualunque spettatore sprovveduto (la maggioranza degli spettatori) invece penserà, inevitabilmente, dopo aver visto lo spot.
La percezione che si ha dalla visione della Lazzarini, che dice : “Io ti ho fatto nascere”, “Io ti ho allattato” è quella di un’oscura colpa, di un destino misterioso e irrevocabile. Manca solo l’indovino Tiresia. E, appunto, la Madre dice Io, Io, come se esistesse solo il rapporto Madre-Figlio. Questo spot è letale.

Se lo spot fosse stato pensato da un lacaniano sarebbe stato perfettamente uguale: incombe sulla protagonista e sul suo invisibile figlio l’ombra dell’Altro Persecutore.
Lo spot comunica soltanto angoscia profonda, e vi è uno squilibrio totale tra l’elemento tragico, incarnato nella potente figura della madre, e la speranza evocata dalla voce alla fine, debole e ridotta all’invito a parlare e alla comunicazione  dell’indirizzo di un sito web. Alla disperazione incarnata da una figura reale si dovrebbero contrapporre, all’interno di un messaggio che dovrebbe veicolare anche speranza, altre figure, non parole disincarnate, che suonano vane.
C’è molto da ripensare, e subito, da parte dei vertici di FANTASiA. Che forse di comunicazione capiscono poco, molto poco.

17 risposte a "Uno spot sull’autismo"

  1. Salve Fabio sono mamma de tre bambini di cui il piu piccolo con al Sindrome Autistica, la ringrazio , perche effettivamente lei a espresso esattamente quello che trasmette questo Spot, e io posso dire con molta tranquillità che l’autismo non e cosi , e che i genitori specialmente noi mamme non pensiamo quello che l’attrice dello Spot espressa.

    1. Credo che le intenzioni di chi ha realizzato lo spot fossero buone, ma non sempre ciò è sufficiente. Soprattutto quando entra in gioco l’arte, che ha le sue regole e i suoi principi, che possono entrare in collisione col bisogno di informazione.

  2. Anche se appartiene al vissuto di ogni madre, sono d’accordo che chi non sa non capisce . Quindi non può avvicinarsi alla drammaticità e complessità del problema per contribuire ad affrontarle.

  3. non conosco direttamente il problema dell’autismo, ma lo spot non lo trovo affatto sbagliato. A me non incute tutto quel che scrivete. Fà però riflettere sulla solitudine delle famiglie che immagino essere l’obbiettivo che con lo spot volevano perseguire.
    Che pratica tutta italiota di criticare sempre e comunque.

  4. Lo spot in effetti non può essere correttamente giudicato a prescindere da una conoscenza del problema dell’autismo. La fondatezza delle critiche non può essere messa in discussione se non si conosce la questione. Si tratta di critiche argomentate.

  5. Da quali valutazioni o indagini viene proposta la stima di 360mila ?
    significa uno ogni 150 abitanti; significherebbe che un medico di famiglia con 1500 assistiti dovrebbe annoverare dieci casi tra i suoi pazienti; anche correggendo per la mancanza dei soggetti in età pediatrica, mi trovo in forte carenza di diagnosi (se la stima di 360mila è corretta).
    Una possibile spiegazione è che alcuni casi sfuggano alla mia osservazione in quanto “tenuti nascosti in casa”. Non è un atto di accusa, ma casi del genere accadono; mi è successo di scoprire casi di familiari (con diversi tipi di patologie) letteralmente segregati; o anche soggetti che si auto-escludevano.
    Estremamente difficile è prendersi cura di questi casi, in cui ogni azione rischia di scontrarsi con “la privacy”….

    1. In effetti, il miglioramento delle diagnosi sta facendo emergere una marea di autistici anche là dove prima si parlava di ritardo mentale grave, schizofrenia, ecc. Del resto, per la psichiatria italiana fino a pochi anni fa la persona che fino a 16 anni aveva diagnosi di autismo infantile al passaggio in “età psichiatrica” diventava schizofrenico o altro. Si può capire la confusione, ecc….

    2. La casistica è di uno su 91 NUOVI NATI.
      Fino a pochi anni fa era di 1 su 160.
      Le cause sono ambientali (amalgame dentarie della madre, vaccini, inquinamento), è ovvio che finchè proseguiamo ad avvelenare l’ambiente in cui viviamo non possiamo aspettarci miglioramenti…

  6. Uno su 91 è certamente un dato erroneo. Che le cause siano ambientali è falso, in particolare che siano in causa i vaccini, senza i quali la gente in tutto il mondo morirebbe di varie malattie. Il mercurio non c’entra per nulla, ma l’ignoranza promossa da DAN! è immensa. A questa si aggiunge un vero fanatismo, ed anche aggressivo verso chi cerca di ragionare, come i commenti di Riccardo dimostrano.

    1. Ah, ho capito, è presidente di una Onlus.
      Ho già capito tutto, continui per la sua strada.
      Auguri per suo figlio, il mio ha fatto enormi progressi in 3 mesi, ed è intossicato da mercurio.
      A proposito, è in grado di DIMOSTRARMI che i vaccini funzionano?
      Eppure la lezione sull’H1N1 avrebbe dovuto insegnare qualcosa alla gente…
      Vogliamo parlare delle malattie che hanno provocato i vaccini, e di quelle che NON hanno debellato?
      Il mio fanatismo (come lo chiama) deriva da risultati visti su mio figlio e su altri bambini. Fiero di essere fanatico per queste motivazioni…

      Se 1 su 91 è erroneo lo vedremo fra qualche anno, per ora già i neuripsichiatri si stanno accorgendo che cè una pandemia in corso.

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