Giudeocentrismo 3

(Eric Gans)

Quello che Adamo apprende mangiando dell’albero della conoscenza è che, sebbene il linguaggio possa creare il mondo, esso non può precludere l’azione umana, dal momento che la libertà incarnata nel linguaggio implica la possibilità di disobbedire a qualsiasi interdizione. Poiché la comprensione di Adamo è implicita nel linguaggio stesso, Dio teme che l’auto-coscienza di Adamo ne farà il suo rivale. La peccaminosità di Adamo è analoga alla priorità degli Ebrei nella scoperta del Dio Unico. Sebbene, come la libertà umana, l’unicità di Dio sia una verità universale, proprio come l’asserzione originaria della libertà da parte di Adamo è la fonte di ogni peccato, così il popolo che per primo afferma il Dio Unico ipso facto richiama su di sé il risentimento degli altri.

In risposta alla contingenza storica che fa del “popolo eletto” l’equivalente collettivo dell’io peccaminoso adamitico, la rivelazione cristiana si fonda su una contingenza trans-storica, la vita terrena del Figlio, il cui essere una persona di Dio preesiste la caduta di Adamo. La Crocifissione (per Paolo), e retrospettivamente la stessa venuta di Gesù (per i Vangeli), trascendono la contingenza storica della ricezione della originale rivelazione del Dio Unico da parte degli Ebrei rendendo Dio il Figlio visibile a tutti: da questo momento l’umanità può adorare il Dio Unico senza accettare la garanzia della priorità degli Ebrei (la Legge). In Gesù ogni umano è “primo”: per quante gerarchie il Cristianesimo tolleri, esso rimane fondamentalmente onnicentrico.
Nella persona del Figlio, Dio si rivela come l’Altro la cui resistenza al nostro desiderio provoca una persecuzione unanime, ma la cui sofferenza sulla Croce spinge alla vittoria dell’amore sul risentimento. Il peccato di Adamo è stato redento perché la specificità peccaminosa della sua conoscenza è stata sostituita. E tuttavia la permanenza degli Ebrei ci ricorda che la rivelazione di Gesù, nonostante le sue pretese ontologiche, è epistemologicamente secondaria: il nuovo patto è un episodio nella storia ebraica, un seguito della originaria rivelazione del Dio Unico. La priorità può essere trascesa, ma non annullata o dimenticata.
(3 – continua)

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