Rileggo Simone Weil 43

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Solo Israele ha resistito, in senso religioso, a Roma, perché il suo Dio benché immateriale era un sovrano temporale, al livello dell’imperatore; ed è grazie a questo (rovesciamento) che il cristianesimo ha potuto nascere là. Elezione, se si vuole, in questo senso. La religione d’Israele non era abbastanza elevata da essere fragile, e grazie a tale solidità ha potuto proteggere la prima crescita di ciò che è più elevato. (II, 183 – 184)

Questa è la visione che della religione di Israele ha Simone Weil: qualcosa di rozzo, di immediatamente socio-politico, un guscio duro che avrebbe l’unico merito storico di aver protetto il pulcino del Cristianesimo nascente. Qui non è difficile scorgere la presenza di un risentimento della priorità, per usare la categoria gansiana, da parte di una pensatrice mistico-gnostica, la cui lettura della spiritualità antica come proveniente dall’Egitto, dall’India e dalla Grecia non può che condurla ad una posizione nei confronti del testo ebraico-cristiano analoga a quella dei Catari medievali, per i quali la simpatia della Weil è dichiarata.

3 pensieri su “Rileggo Simone Weil 43

  1. Comunque alla fine, solo leggendo le tue note, mi sono deciso che è importante da conoscere. Mi sono procurato per Natale uno dei suoi libri, Attesa di Dio, e mi ci voglio misurare. Finora mi aveva dato un’inspiegabile disagio, non ero riuscito ad avvicinarla.

  2. mi permetto di trascrivere brani di una lettera di Don Milani a G.P.Meucci su un libro di Simone Weil
    ” …..L’ombra e la grazia di S. Weil è un libro pericolosissimo e molto cattivo e sono sicuro che lei stessa lo odia e non lo considera suo perchè è un delitto riunire sistematicamente un pensiero in divenire come se avesse qualcosa di vero anche da fermo. Cristallizzato dalla stampa così come lo si presenta al pubblico è una litania scomposta di orribili bestemmie e di ardenti baci al Signore.Mentre invece la vita di lei mi è amabilissima e vicinissima perchè rappresenta un pellegrinaggio ardente dall’orrore dell’errore alla Luce lontana.L’è appunto e solo questo desiderio costante della Luce che fa perdonare tutte le orribili bestemmie da cui ancora lei (come ognuno di noi) non è riuscita a sfangarsi. Ma te prendi quel libro e mettilo in mano alla gente e la gente con la poca intelligenza che ci distingue si mette a meditarlo. E meditando piamente gli ardenti baci si sente in dovere di meditare piamente anche le sconce bestemmie (secondo la diabolica usanza moderna di considerare soavemente profumate anche le merde dei geni e dei santi). Così stando le cose ….e ferma restando la mia venerazione per Simone Weil …..nella mia doppia qualità di rabbino e di prete mi son sentito in dovere di attirare la tua attenzione su quanto sopra e di solennemente dichiarare che il libro suddetto scritto da una persona splendente di grazia è stato raccolto e dato alle stampe e esposto nelle vetrine cattoliche per evidente istigazione diabolica. Simone Weil che la pensa come me e che in Purgatorio è stata condannata a studiare l’ebraico m’ha chiesto di sottoscrivere questa lettera e io gliel’ho concesso….”

    seguiva la firma della Weil in caratteri ebraici: Don Lorenzo studiava infatti allora accanitamente l’ebraico quasi volesse spremere dalla conoscenza della lingua dell’Antico Testamento tutto il buon vino che la tradizione cattolica aveva fatto andare a male.

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