The Spiritual Brain 3

L’essere cosciente è contemporaneamente l’osservatore e l’osservato. Il fatto che in tale situazione l’obiettività sia impossibile crea ovviamente una difficoltà. Ma si tratta solo della prima di molte difficoltà. La coscienza non può essere osservata direttamente. Non esiste alcuna singola area del cervello che sia attiva quando siamo coscienti e inattiva quando non lo siamo. E non vi è alcun livello di attività neuronale specifico che segnali che noi siamo coscienti.

Come nota il filosofo della mente B. Allan Wallace:

Nonostante secoli di moderna ricerca filosofica e scientifica sulla natura della mente, non esiste al presente alcuna tecnologia che possa individuare la presenza o assenza di alcun tipo di coscienza, dal momento che gli scienziati non sanno nemmeno che cosa dovrebbe essere misurato. A esser rigorosi, oggi non si dà alcuna evidenza scientifica neppure della semplice esistenza della coscienza! Tutta la evidenza diretta di cui disponiamo consiste di descrizioni non scientifiche in prima persona dello stato di coscienza.

La difficoltà (…) consiste nel fatto che mente e coscienza non sono un meccanismo del cervello nel modo in cui, per esempio, la divisione cellulare è un meccanismo delle cellule e la fotosintesi è un meccanismo delle piante. Sebbene cervello, mente e coscienza siano naturalmente interrelati, la loro relazione non è spiegata da alcun meccanismo materiale. Continua Wallace:

Una autentica proprietà emergente delle cellule cerebrali è quella della consistenza semisolida del cervello, e questo è qualcosa che la scienza oggettiva, fisica, può ben comprendere … ma essa non comprende come il cervello produca alcuno stato di coscienza. In altre parole, se i fenomeni mentali sono di fatto niente di più che proprietà emergenti e funzioni del cervello, la loro relazione al cervello è fondamentalmente differente da qualsiasi altra proprietà emergente e funzione che si trovano in natura. (p. 109)

2 pensieri su “The Spiritual Brain 3

  1. cogitamus ergo sumus…
    è un problema non facile immaginare come l’autocoscienza possa essere dimostrata; forse non è proprio dimostrabile.
    Sull’argomento hanno scritto pagine interessanti, a quattro mani e due cervelli, K. Popper e B. Eccles (neurologo premio Nobel)

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