The Spiritual Brain 1

Mario Beauregard e Denyse O’Leary sono gli autori di The Spiritual Brain (HarperOne, New York 2007), che reca come sottotitolo A Neuroscientist’s Case for the Existence of the Soul. Mario Beauregard è un neuroscienziato di primo livello, e uno dei pochi che non sia preda di una visione aprioristicamente scientista e mantenga attiva  una vigile intelligenza critica.

Per visione scientista intendo un pensiero basato sull’assunto dogmatico per cui si dà una sola realtà, quella fisica immanente. Si tratta di un vero e proprio credo materialistico-monistico (alcuni dicono oggi “olistico” ma è, nella sostanza, la stessa cosa). Questo assunto precritico porta i neuroscienziati a pensare che esista quello che Dewey definiva un cervello mentaloide, che secerne il pensiero. Il pensiero non sarebbe altro che l’attività elettrica del cervello, l’attività dei neuroni. Un po’ come dire che una sonata per pianoforte è ciò che gli strumenti rilevano come onde sonore.

Marvin Minsky, guru dell’intelligenza artificiale: “La mente umana è un computer fatto di carne” (p. 23)

V.S. Ramachandran, uno dei neuroscienziati di punta: “Anche se ai nostri giorni è conoscenza generale, non cessa di stupirmi il fatto che tutta la ricchezza della nostra vita mentale – i nostri sentimenti religiosi e perfino quello che ciascuno di noi vede come il suo sé intimo e personale – è semplicemente l’attività di queste piccole particole di gelatina nella nostra testa, nel nostro cervello. Non esiste nient’altro”. (p. 57)

Quello che stupisce me, di contro, è l’entusiasmo dei monisti-materialisti per la riduzione dell’umano al puramente fisico e animale. E la mancanza di una riflessione critica capace di integrare gli aspetti particolari della ricerca in una visione generale senza rasentare il ridicolo. E dico questo senza alcuno spirito antiscientifico: la scoperta dei neuroni specchio mi ha entusiasmato. Ma le speculazioni che i neuroscienziati fanno addentrandosi in un terreno non loro, quello filosofico, sono ai miei occhi fragili e spesso divertenti, come le sentenze sopra riportate.

3 pensieri su “The Spiritual Brain 1

  1. Convengo su alcuni dei tuoi rilievi critici, tuttavia l’assunto “materialistico-monistico” non mi sembra affatto un credo o un dogma pre-critico, bensì la semplice applicazione del rasoio di Occam: quando risultasse davvero necessario ampliare il novero delle entità (ontologiche) da considerare, molti neuroscienziati sarebbero ben lieti di farlo, così come lo sarebbe Penrose, Chalmers e tutti quelli che il terribile Dennett chiama “mysterians” :-)

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