Poesia della domenica

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Eternità

In quale notte, dimenticata
la beffa degli anni-luce
nel ticchettio dell’orologio
risuonante
per la tua brevità,
sentisti fermo
tutto con te il tuo cuore?

In quale notte mai
non votato all’oblio,
ma sempre a te presente
nell’amore di tanti,
escluso il divenire,
ti percepisti?

Quella passò.
Piccole eternità son seminate,
piccole morti.

3 pensieri su “Poesia della domenica

  1. interrogativi che allargano il sospiro e
    tutto lo imprigionano in quell’attimo
    in quelle piccole eternità non seminate…
    caro Fabio, la tua poesia è vera arte, creata con minuzia e precisione, degna di un orafo esperto.
    Buona domenia
    Carla

  2. Il titolo eternità è ciò che mi disturba: è come voler chiudere questa piccola eternità già morta perchè scritta in un residuo di falsa verità: la comprensione ragionata, linguisticamente definita. Eternità è ignoto e all’ignoto si comprende se allude. Non c’è poesia che possa avere un titolo perchè non c’è piccola eternità che possa dare un solo seme.
    In calce aggiungo, forse.

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