Manifesto dei conservatori 2

scru.jpgUna solidarietà che lega i viventi ai morti che li hanno preceduti e da cui discendono, ai Padri, e di conseguenza la responsabilità di essere Padri delle generazioni che verranno: questo è ciò che dovrebbe esserci, secondo Roger Scruton, e che invece largamente manca. E a me pare che manchi particolarmente in Italia, dove il senso della nazione è debole, e anche chi rivendica lo spirito locale, per esempio della Padania, non si oppone alla devastazione del territorio, e al sorgere in ogni comune di una, due, tre zone industriali… Del resto, la nostra è una società senza Padri, che preferisce i Nonni. Quello che Scruton chiama ambientalismo radicale, quello che da noi è incarnato da Pecoraro Scanio & company, è in effetti, contraddittoriamente, un ambientalismo senza radici, senza tradizione nazionale, un ambientalismo individualistico nel senso peggiore, che ha alla base la mera spinta al godimento. Quell’ambientalismo che riempie i Parchi di visitatori che di natura non capiscono nulla, e si guarda bene dall’opporsi al proliferare delle piste da sci e alla neve artificiale. Poiché questo è un ambientalismo consumistico, che non vede l’origine del male, perché vi vedrebbe anche se stesso. Gli manca, come a tutta la nostra società, la moderazione (una delle quattro virtù cardinali, che oggi mancano tutte). Alle pp. 46 e 47 leggiamo:

A me sembra che il più evidente punto debole dell’ambientalismo radicale sia la sua incapacità di esplorare la motivazione umana. C’è una ragione schiacciante per il degrado ambientale: l’avidità umana. Nelle zone più ricche del mondo le persone sono troppo numerose, mobili, impazienti di soddisfare ogni loro desiderio, indifferenti allo sperpero che si accumula nella loro scia, troppo pronte – nel gergo dell’economia – a esternalizzare (a trasferire ad altri) i loro costi. La maggior parte dei nostri problemi ambientali è costituita da casi specifici di tale questione generale, che può essere più semplicemente descritta come il trionfo del desiderio sulla moderazione. Può essere risolta solo quando la seconda prevarrà sul primo o, in altre parole, quando la gente avrà appreso di nuovo l’abitudine al sacrificio. Per che cosa la gente è pronta a fare sacrifici? Per le cose che ama. Quando tali sacrifici tornano a vantaggio di quelli che non sono ancora nati? Quando sono fatti per i morti. Questi sono i sentimenti fondamentali ai quali Burke e de Maistre hanno fatto appello.
(…)
In poche parole, dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere e possiamo farlo solo se abbiamo un motivo di farlo, un motivo abbastanza forte da farci moderare i nostri appetiti.

In realtà, glosso, non si tratta tanto di appetiti quanto di desideri (qui Scruton è impreciso). Mentre gli appetiti appartengono alla sfera naturale, e la società può regolarli solo parzialmente, strutturandoli in modo da renderli inoffensivi per la collettività, i desideri sono esattamente ciò che tiene insieme la società stessa. Ed ognuna alimenta i suoi, secondo modalità ideologiche. Così i desideri di un giovane spartano sono differenti da quelli di un giovane italiano di oggi, mentre i loro appetiti sono, nella sostanza, più o meno gli stessi. Il motivo per farci moderare i desideri può essere il bene della famiglia (e fin qui un italiano ci arriva), o più in generale il bene della collettività e della nazione (e qui un italiano fatica enormemente ad arrivare).

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3 thoughts on “Manifesto dei conservatori 2

  1. Già. Anche perchè quando non arriva l’avidità arriva l’arcobalenismo ad oltranza, ad impedire qualsiasi istinto di difesa del territorio e dell’identità culturale. Ho sbagliato a non darti ascolto quando mi dicevi di evitare LPELS: quelli credono di essere la soluzione e invece sono il problema.

  2. Caro Valter, leggo LPELS tutti i giorni. Non riesco a distoglierne lo sguardo, per così dire. Anche se non scrivo più nemmeno un microcommento. C’è qualcosa di satanico là, nonostante il padrone di casa sia un sacerdote (nonostante? La mia antropologia mi dice che il “nonostante” è fuori luogo). Sono impressionato dalla carica mimetica che vi imperversa. L’ultimo thread sul razzismo è pazzesco, letteralmente. Altro che moderazione…

  3. Io sto cominciando a mettere a fuoco qualcosa che non ho mai voluto ammettere, cioè che l’irenismo oltranzista è peggiore della guerra, ed è il nemico vero, oggi. Non solo perchè toglie alle comunità umane l’identità storica e gli anticorpi, ma anche perchè ha le sue origini nella negazione gnostica dell’incarnazione. Quanto al sacerdote, sarà anche tale, ma carriera e visibilità letteraria lo preoccupano molto più della chiarezza in materia teologica. Se Mancuso è un teologo cristiano io sono una suora.

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