Olympic Spread

«L’augurio è che la vita politica» come lo sport «non sia un conflitto lacerante ma sia un confronto e una competizione leale». Questo riportano i media italiani come detto da Napolitano a Londra. Se la politica dovesse diventare come lo sport contemporaneo, ci troveremmo ad avere politici pieni di anabolizzanti e di sostanze varie. Già la nostra borghesia è alquanto incline alla cocaina…

«L’Olimpiade deve essere una prova per il nostro Paese della capacità di affermare quei valori e quelle virtù che costituiscono la parte più importante del patrimonio dell’Italia». Ben detto, Napolitano. Infatti in anni passati alle Olimpiadi trionfavano Paesi virtuosissimi, come la Germania Est, l’URSS, e oggi la Cina, dove l’idea dell’atleta è quella di un combattente di regime, opportunamente sostenuto dalla medicina sportiva. Quali poi siano quei valori e virtù che distinguerebbero l’atleta italico stento a vedere, ma forse il mio sguardo è offuscato.

Nota finale: recentemente proprio Spagna e Grecia hanno organizzato splendide Olimpiadi, e dopo qualche anno vedi un po’ come si sono ritrovate. Tra me e le Olimpiadi avverto uno Spread.

Napolitano e il consumismo

Nel suo citatissimo intevento dell’8 maggio, Napolitano ha detto: “Ma credo che per raggiungere una parità sostanziale sia necessario incidere essenzialmente sulla cultura diffusa: sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, su un’immagine consumistica che la riduce da soggetto ad oggetto, propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto. Per favorire il cammino verso una parità sostanziale, molto devono fare la scuola e i mezzi di comunicazione attraverso i valori che trasmettono, e una rilevante responsabilità cade su quanti hanno ruoli preminenti in tutti gli ambiti e le professioni ; alle donne in particolare, tocca offrire validi modelli di comportamento. Non solo a quante hanno particolari funzioni e visibilità, ma a tutte le donne spetta, nella quotidianità della loro vita, il dovere di contrastare luoghi comuni, di esigere rispetto e considerazione”.

Sorgono domande. Qual è la cultura diffusa? Non è quella del politicamente corretto? I comportamenti aggressivi (del solo maschio?) sono alimentati davvero dalla cultura consumistica? La scuola non è quasi totalmente femminilizzata? I media non sono pieni di giornaliste e di conduttrici?

Io penso che la cultura consumistica sia cresciuta in parallelo con l’emancipazione femminile, e che esse siano interdipendenti, e che i luoghi in cui quella cultura non è approdata (come l’Afghanistan) siano anche quelli in cui l’oppressione delle donne è maggiore. Mi sbaglio? Non credo.

 

Geronti

Discorso di fine anno del Presidente Napolitano, che fu un comunista migliorista, ed ora svolge il tipico ruolo del Presidente italiano vecchissimo e saggissimo, che tutti lodano a destra e sinistra per l’equilibrio delle sue alate parole. Parla solo dei giovani, nel suo messaggio. Il messaggio lascia tutto com’è, ovviamente, ascoltato da Casini e da Berlusconi, e da 1 giovane su 1000. Ma è così: l’Italia ha sempre il presidente della repubblica più vecchio e ora anche  il presidente del consiglio più vecchio. Una tradizione: Pertini, Scalfaro, Ciampi, Napolitano. Una sfilza di geronti, un emblema della nostra decadenza.