Sul genere

Sull’ultimo numero del Covile c’è una mia nota sulla questione dei generi. Il mio approccio è antropologico-dialettico, e implica una metafisica assai differente da quella a-dialettica del mio interlocutore Armando Ermini. Che però parzialmente mi fraintende: io non sostengo affatto che l’attuale venir meno delle differenze sia un bene di per sé.

*  *  *  *  *  *  *

Il discorso sui generi, sul maschile e femminile intesi come princìpi, è di una straordinaria complessità. E lo è anche perché non può essere affrontato in modo astratto e metafisico, e nemmeno in quella chiave di metafisica traballante e mistificata che è la teoria su basi psicoanalitiche. Non può per il fatto che noi abbiamo coscienza della sua essenziale storicità. Il genere, infatti, la sua “essenza” e i suoi limiti si determinano storicamente, nel divenire delle culture. Continua a leggere