L’io e il mondo

Marco Santagata, L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante, il Mulino 2011. Una lettura sostanziosa, per gli amanti del Poeta. Una interpretazione della sua figura in cui l’uomo e lo scrittore sono, come per Dante è massimamente giusto, posti nella loro relazione vitale, stretta, nella loro intima fusione. La vita riversata e interpretata nell’opera e per l’opera dallo stesso Dante. Santagata guida il suo lettore in un percorso che dalla Vita Nova va alla Commedia, e ne esce infine una visione dialettica: il sommo egocentrismo di Dante, il suo porre la piccola esperienza della propria vita al centro della rete dei significati del mondo umano, è esattamente quello che gli consente il massimo di universalismo che un poeta abbia mai potuto esprimere. Idea magnifica, suggestione potente: quasi che la concentrazione di tutte le energie intellettuali e psichiche di Dante su di sé, piccolo punto dell’universo, abbia dato luogo al Big Bang della Commedia.

Dante, l’inevitabile

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Sono solo cinquanta pagine, e si leggono in fretta, ma sono piene, e lasciano molto. La storia dell’Albania letta attraverso Dante. Si rimane sconcertati e pensosi. Sconcertati ad esempio alla scoperta che molte donne albanesi si chiamano Beatrice. Il saggio di Ismail Kadaré Dante, l’inevitabile (Dante, l’incontournable, 2006, trad. it. di F. Spinelli, Fandango 2008) pone tante questioni, ad esempio quella delle lingue e di come siano soggette a oppressione a volte più delle fedi religiose e politiche. E’ accaduto all’albanese sotto il dominio turco. E anche la questione di come sia possibile che popoli vicini come l’italiano e l’albanese conoscano così poco l’uno dell’altro (soprattutto gli Italiani degli Albanesi). Continua a leggere