La mia non-religione

29027369_1599766080058986_4110054385378131968_n

Se qualcuno è interessato ad una meditazione sul cristianesimo come non-religione, qui può scaricare un mio scritto.
http://bibliosophia.homestead.com/LA_MIA_NON_RELIGIONE.abw

https://www.facebook.com/brottof

Annunci

Cattolicesimo

Beata_Caterina_Volpicelli

CATTOLICESIMO: una religione i cui contenuti patriarcali, elaborati da menti maschili, sono trasmessi ai bambini per via prevalentemente femminile: mamme, nonne, catechiste.

(Tela di Beatificazione di santa Caterina Volpicelli, proclamata santa nel 2009 da papa Ratzinger – col solito Cristo oleografico-celtico).

Medjugorje

16998006_1253328661369398_1511755151330652024_nIl Cattolicesimo degli ultimi decenni presenta un evidente carattere inflazionistico: inflazione di santi proclamati, inflazione di papi santificati, inflazione di apparizioni mariane a Medjugorje. La soglia critica è stata raggiunta senza che l’istituzione stessa se ne rendesse conto. A questo movimento corrisponde lo svuotamento delle chiese per quel che riguarda la normale vita religiosa, e la riduzione della cultura cattolica a piccola nicchia nel mondo culturale più ampio. Tuttavia, non appare visibile quel tormento di Paolo VI sul divorzio tra cristianesimo e cultura contemporanea, tutto sembra passato in cavalleria dopo il passaggio devastante dell’armata wojtyliana. La stragrande maggioranza della popolazione italiana di religione sa nulla, non conosce neppure gli elementi fondativi del credo, ma venera esseri semi-divini come i padripii, e figure di dea madre come le varie Madonne. Il popolo, si sa, chiede prodigi e potenze protettrici. Il modo in cui Bergoglio tratterà Medjugorje sarà l’elemento sul quale io personalmente giudicherò il suo pontificato.

Inizio

img046

Sono nato il 28 dicembre 1950, a Zero Branco, alle ore 13 e al modo antico: in casa, estratto col forcipe dal medico condotto. Venti giorni dopo sono stato inserito nella Christianitas mediante il battesimo degli infanti. Qui mi si vede uscire dalla chiesa in braccio al mio padrino, Elvio Petrovich. Oggi la Christianitas non esiste più, e il battesimo degli infanti sopravvive come una sua reliquia. Esiste ancora il Cristianesimo, in Italia essenzialmente come Cattolicesimo, ma è una realtà molto differente da quella di allora, e sopravvive come scelta consapevole solo in una parte minoritaria della popolazione. Del resto, l’essere minoritario del Cattolicesimo si manifesterebbe pienamente nel momento in cui il battesimo ritornasse ad essere una libera scelta della persona.

Cattolicesimo

Sul Covile è ripreso un interessante articolo di Pietro De Marco, un articolo sociologico-politico che contiene vari elementi di interesse. Sostiene che oggi l’Italia è governata da cattolici, non del tipo virtuoso, cioè orientato e riflessivo, come lo definisce l’autore (mi è venuta in mente, chissà perché, Rosy Bindi, e, parallelamente, anche il senso di disagio per  certa avversione tradizionalistica al ceto intellettuale), ma modali, «quei cattolici che non siedono nelle prime panche delle chiese, non operano nei consigli parrocchiali, non leggono saggi di teologia, ma credono nella morale cattolica anche se la praticano con difficoltà, fanno frequentare ai figli l’ora di religione nelle scuole (diversamente dai cattolici progressisti, che non lo fanno) e non amano sentire dire dai catechisti che il diavolo non esiste e neppure esiste il peccato».
Essi, dice De Marco, sono cattolici in quanto consentono sull’essenziale visione cattolica del mondo. E quale sarebbe questa visione? Quali sono i suoi capisaldi irrinunciabili? Confesso che il mio intellettualismo mi differenzia da costoro. Io, ad esempio, non riesco a cogliere una cattolicità dei nostri attuali governanti. Per esempio, come fare a determinare la cattolicità di Berlusconi? A meno che essa non derivi semplicemente da un’affermazione del soggetto, che dice: io sono cattolico. Non mi sembra sufficiente, quando si tratta di un politico. Se  poi il comportamento degli elementi di maggior spicco di una classe dirigente non costituisce un buon esempio di cattolicesimo per quanto riguarda la propria vita sessuale e familiare (qualcuno è pure escluso dall’eucarestia) o per la promozione di modelli di vita edonistico-consumistici, ecc., in che senso  dovrei ritenerli cattolici? Perché sono stati battezzati o perché favoriscono alcuni aspetti della realtà cattolica italiana, come la scuola confessionale? Quello di essenziale visione cattolica del mondo mi sembra un concetto molto vago e problematico, proprio all’interno del discorso di De Marco. Per riprendere il passo sopra citato, prendiamo uno che 1) non conosce, non dico la teologia, ma neppure il catechismo, e non sa nemmeno articolare la differenza tra il monoteismo islamico e quello cristiano; non ha mai partecipato alla vita ecclesiale a nessun livello; 2) ovviamente non ha mai letto la Bibbia (un libro che il cattolico all’italiana fugge come il diavolo l’acqua santa); 3) crede alla morale cattolica ma non la mette in pratica (qui sorge semplicemente il problema di cosa sia credere ad una morale senza praticarla, nemmeno come sforzo e tensione) anche perché forse la conosce pochino; 4) manda i figli al catechismo perché è la trafila normale e chissà che così i figli siano più buoni; 5) non ama sentirsi dire dal prete che non esiste il peccato, ma vuole che dica che esiste il diavolo con le corna (qui il discorso si fa addirittura rozzo, in realtà la storia è un po’ più complessa, e molti non amano sentirsi dire dal prete che non si debbono lasciare le case sfitte o pretendere affitti esosi, che si debbono accogliere gli stranieri, ecc.). Questo qualcuno, nondimeno, è un cattolico. Qualcosa mi sfugge, perché la sociologia non è teologia, e non può prendere in considerazione elementi soprannaturali, mentre mi sembra che la cattolicità di cui parla De Marco sia una categoria oscillante tra il sociologico e lo dogmatico. Conclusione: mi pare che De Marco scriva un articolo di sociologia all’italiana, ovvero non tanto per illuminare una realtà in spirito scientifico di ricerca, quanto per difendere l’attuale governo. In Italia o sei guelfo o sei ghibellino. Io faccio parte per me stesso, ergo non sono italiano. È vera però una cosa: all’interno della Chiesa il laico che pensa non ha vita facile.