Due cose sull’autismo

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La cura del bambino autistico (5)

L’ultima parte del libro di Martin Egge si intitola Dalla parte degli autistici, e consiste in una disamina di tre casi celebri di autistici resi famosi dai libri che essi stessi hanno scritto. Sono Birger Sellin, Donna Williams e Temple Grandin. Non è un caso che l’attenzione e lo spazio maggiori siano da Egge dedicati a Birger Sellin, che ha scritto Prigioniero di me stesso utilizzando la tecnica della comunicazione facilitata, che, come abbiamo mostrato qui e qui, è priva di alcun fondamento e sostanzialmente menzognera. Ora sappiamo bene che il pensiero che passa nel computer e circola poi come prodotto da una mente autistica è essenzialmente il pensiero del facilitatore, colui che siede accanto alla persona con autismo, e senza la cui assistenza e presenza fisica la persona autistica non scriverebbe nulla o quasi nulla.  Continua a leggere

Una lettera al giornale

Si sa come funzionano i giornali: sparano in prima pagina titoli che debbono attirare l’attenzione. Dovendomi occupare di autismo, sono estremamente attento alla qualità dell’informazione su questo tema, e vedo che continua ad essere molto bassa. Sabato scorso su un giornale della mia città è comparso un articolo, richiamato da un titolo in prima pagina che suonava folle. Il titolo parlava di un caso di guarigione dall’autismo, un miracolo per cui frequentando partite di pallavolo un bambino autistico sarebbe guarito. In realtà, poi l’articolo era più cauto, ma ben si sa quale danno possano fare i titoli, che sono letti piuù degli articoli. Ho mandato alla Tribuna di Treviso una lettera. Continua a leggere