Nomi, cose, città.

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Ha come sottotitolo Viaggio nell’Italia che compra questo simpatico libro di Arnaldo Greco  Nomi, cose, città (Fandango 2009). Scritto con umorismo, è tuttavia molto serio nei suoi contenuti profondi. Dipinge un Paese che non sa dove va, dilaniato tra la ricerca della novità a tutti i costi e una difesa delle tradizioni volonterosa ma spesso ingenua e rozza.
Il quadro che Greco dipinge dell’Italia consumistica di oggi è molto variegato. Da un punto di vista antropologico è anche molto interessante, poiché vi si evidenza l’attuale fondersi di omologazione e frammentazione. Il modo in cui un popolo si nutre, la sua cucina, le sue abitudini alimentari sono sempre altamente significativi del suo ethos. L’Italia è un centone di cucine locali che dialogano tra loro e che mutano nella convinzione errata di rimanere fedeli a se stesse. Con fenomeni strani, come il dilagare del sushi a Milano, o le mutazioni del mercato delle verdure in una città del Sud (che l’autore ben conosce) a seguito della massiccia presenza delle badanti dell’Est, che governano le cucine degli anziani di cui si occupano, determinandone la dieta. Un libro sicuramente da leggere, perché nonostante la sua apparente disorganicità fornisce moltissimi spunti di riflessione.