Tontha

thesan_p“Si dice che a Veio vi fosse un importante santuario dedicato alla dea che gli Etruschi chiamavano Tontha, la quale essi pensavano elargisse agli uomini la stupidità, virtù o manchevolezza, o piuttosto direi manchevolezza virtuosa, la quale credevano indispensabile fondamento di ogni ordine civile. Ancora oggi, noi possiamo concordare con i Veienti, osservando come siano molti coloro che abbracciano le idee più strane, allontanandosi dalla realtà e, credendosi infinitamente più intelligenti e virtuosi di quanto essi siano, aspirano al senato e ad alte cariche poiché si ritengono idonei a guidare e amministrare città e province. Quando Furio Camillo prese Veio, uno dei primi ordini che diede fu quello di distruggere il tempio di Tontha e, contrariamente alle consuetudini romane, di bruciarne la statua. Ma questo a poco valse, poiché constatiamo coi nostri occhi come Roma e l’impero tutto siano percorsi e devastati dalla stupidità.”

Aulo Gellio, Le notti attiche (Noctes Acticae) I, 15

La nobile arte del buon leggere

Kelileh_va_Demneh

Nel poemetto del persiano Quminardi (X secolo) La nobile arte del buon leggere ho trovato questi versi:
«Come in una foresta tu ti addentri,
seguendo la tua strada di parole.
Dove vada non sai, ma la tua anima
gode di un Compagno inaspettato.
Non solo il Corano Lui dettò
ma si compiace dei libri degli uomini.
Il più grande Lettore è Lui che vede
le miriadi dei libri giammai scritti.
E tu disprezza i demoni ignoranti
e unisciti al riso dell’Eterno!»