Gli spiriti che vedono saranno sempre diversi da quelli che vogliono. E’ un brutto segno però quando tra gli uni e gli altri si spalanca un abisso. (p. 46)
citazioni
Sentimentalismo
“Ogni epoca ha il proprio sentimentalismo,” scriveva Hofmannsthal ne Il libro degli amici,” il suo modo di esagerare certi strati della sensibilità. Il sentimentalismo d’oggi è egoista e disamorato; amplifica non i sentimenti d’amore ma il sentimento del proprio io”. Questo fu scritto un secolo fa, ma si adatta bene a quel che si vede nella grande Rete. Il mondo dei blog e dei social network trabocca di un sentimentalismo vacuo, ammorbante, nauseabondo. È l’altra faccia della pornografia dilagante, dell’erotismo consumistico, della fuga dalla serietà.
La capanna nella vigna 2
Sessantesimo compleanno
Sono nato il 28 dicembre 1950. Tre giorni dopo Luigi Einaudi leggeva questo messaggio di fine anno. Da meditare.
IL 1950 SI CHIUDE MENTRE NEL MONDO I POPOLI INTERROGANO CON ANSIA IL DOMANI E VOGLIONO SCORGERE SULL’ORIZZONTE INCERTO I SEGNI DI UN ANNO FECONDO DI LAVORO E DI BENESSERE. GLI ITALIANI, CHE ASPIRANO SOLO A PERSEVERARE NELLA RICOSTRUZIONE DEL PAESE DEVASTATO DALLA GUERRA E VOGLIONO UNA PATRIA IN CUI SIA DATO A CIASCUN UOMO DI PERSEGUIRE, INSIEME CON GLI ALTRI UOMINI, GLI IDEALI COMUNI, SONO ANCOR PRONTI AD OGNI SACRIFICIO, CONCORDI NELLA VOLONTA’ DI SUPERARE GLI OSTACOLI CHE SI FRAPPONGONO ALLA CONSERVAZIONE DELLA PACE ED ALLA ELEVAZIONE DELLA PERSONA UMANA.
SCATURITO DALLA FEDE NELLA LIBERTA’ SI ELEVA DI CITTA’ IN CITTA’, DI BORGO IN BORGO, DI CASOLARE IN CASOLARE E DOVUNQUE IN ITALIA IL VOTO CHE IL NUOVO ANNO SIA APPORTATORE DI LUCE PER L’INQUIETA UMANITA’, SICCHE’ NULLA POSSA DISTOGLIERSI DA QUELLE OPERE CHE MIRANO AD ASSICURARE LA SERENITA’ DEI FOCOLARI ED IL PROSPERO AVVENIRE DEL PAESE.
Infanticidio
L’assassinio di un neonato era una pratica consentita in quasi tutti gli Stati della Grecia, persino tra i colti e civili ateniesi, e ogni volta che la situazione economica dei genitori rendeva scomodo allevare il bambino, non veniva considerato vergognoso o biasimevole abbandonarlo alla fame, o alle bestie selvatiche … Una consuetudine ininterrotta, da quell’epoca in poi, ha talmente sostenuto quella pratica che non solo le dissolute massime del mondo tolleravano quel barbarico diritto, ma anche le dottrine dei filosofi, che avrebbero dovuto essere più corrette e accurate, venivano fuorviate dalla consuetudine stabilita, e in questa, come in altre occasioni, invece di censurare, sostenevano questo orribile abuso, con forzate considerazioni sulla pubblica utilità. Aristotele ne parla come di qualcosa che in molte occasioni il magistrato dovrebbe incoraggiare. Il buon Platone è della stessa opinione, e, con tutto l’amore per l’umanità che sembra animare i suoi scritti, non stigmatizza mai questa pratica.
Adam Smith, Teoria dei sentimenti morali, trad. S. Di Pietro, Rizzoli 1995, pp. 417-418

