Naturale

polygamy

Si chiamava, ed è evidentemente un segno della flessibilità e ambiguità del linguaggio, figlio naturale quello concepito al di fuori del matrimonio… Se per famiglia naturale oggi si intendesse soltanto quella formata da UN uomo e UNA donna (con gli eventuali figli), si salterebbe a pie’ pari l’intera storia della cultura umana e delle relazioni di parentela, molto differenti tra una società ed un’altra. Questo salto lo fanno in molti. Di solito senza riflettere sul fatto che se naturale fosse la famiglia nucleare-monogamica soltanto, allora la famiglia di Giacobbe, con due mogli e schiave concubine, sarebbe stata totalmente e profondamente innaturale. Ma anche tutto ciò che ruota intorno alla sessualità dimostra come gli umani siano separati, anche se non in toto, dalla natura che essi stessi concepiscono, e che, paradossalmente, non esiste in natura. Infatti il piano in cui la natura e il naturale entrano in discussione, e in cui gli umani si confrontano sulle differenti concezioni di famiglia, non è il piano naturale ma l’ordine simbolico, quello che appartiene all’essere umano soltanto. Ed è appunto all’interno dell’ordine simbolico che può essere affermato che la famiglia è, culturalmente, il luogo dell’incontro stabile tra il maschile e il femminile, in forma variabile a seconda dei tempi e delle idee: un luogo in cui si media la differenza fondamentale e fondativa tra il maschile e il femminile. Può essere affermato, e di fatto lo è, di contro, che famiglia sia qualsiasi rapporto stabile di convivenza tra due umani, a prescindere dal loro sesso (ma non, evidentemente, dalla relazione affettivo-sessuale, altrimenti anche due amici o amiche che condividessero a lungo un appartamento per ragioni economiche o altre, magari con relazioni erotiche esterne, sarebbero una famiglia). Vi è, anche in questa posizione, a ben vedere, una sorta di metafisica della coppia: etero od omosessuale, la coppia è la realtà idoleggiata, sacra e indiscutibile. Io preferisco una distinzione, e mi piacerebbe che la relazione omosessuale stabile fosse definita da termini distintivi: ma prevale in molti strati della società occidentale il terrore della ghettizzazione, del razzismo, ecc.: per cui si esaltano le differenze e nello stesso tempo si negano. Per cui il diverso è accettato solo omologandolo e riducendolo all’uguale. Ma tant’è: anche l’ordine simbolico presenta caratteri a modo suo darwiniani: alla fine prevale ciò che è più forte e più adatto, e i perdenti, se possono, si consolano nella sfera dell’immaginario e della idio-simbologia; se non possono, alimentano in sé il risentimento e si consumano nell’impotenza.

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