Diluvio di fuoco

Diluvio di fuoco 05_esecutivo SnobTerza tappa di un’imponente ricostruzione storico-romanzesca di anni cruciali nello sviluppo economico-politico del Lontano Oriente e delle radici remote della globalizzazione, Diluvio di fuoco (Flood of Fire, 2015, trad. it. di A. Nadotti e N. Gobetti, Neri Pozza 2015) segue Mare di papaveri e Il fiume dell’oppio. La narrazione di Amitav Ghosh è fluviale, e potrebbe intitolarsi, facendo il verso all’epica tolstoiana, Guerra e Affari. La Guerra dell’Oppio scatenata dagli Inglesi contro la Cina ha un movente puramente economico, e segna l’inizio di un’era. Tra tutti i personaggi emerge, involontariamente profetico, Zachary Reid, un meticcio americano in cui il sangue nero non si manifesta nell’apparenza fisica, e che passa attraverso una stupefacente educazione sentimentale-economica. Il discorso di Ghosh è complesso, i personaggi non sono in bianco e nero, ma dalla frastagliata umanità  tratteggiata dalla narrazione emergono momenti di profezia dichiarata, come questo a p. 580.

Senza aggiungere altro, Kesri guidò Baboo Nob Kissin verso la balaustra e indicò le gigantesche colonne di fumo che si alzavano dai forti.
A che scopo tutto questo, panditj? domandò. Cosa significa? Voi lo sapete?
Nob Kissin annuì. Certo che lo so, disse, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Allora spiegatemelo, panditji, ribatté Kesri umilmente. Voglio saperlo anch’io.
Zaroor beta, disse Nob Kissin gioviale. Certo che te lo dico: quello che vedi è l’inizio del pralaya, della fine del mondo.
Arré ye kya baat hai? esclamò Kesri incredulo. Cosa dite mai?
Sulla faccia di Nob Kissin si disegnò uno smagliante sorriso: Ma perché sei così spaventato figliolo? Dovresti gioire di essere qui oggi, a combattere per gli angrez. È il destino degli inglesi provocare la fine del mondo, non sono che uno strumento nelle mani degli dèi.
Baboo Nob Kissin indicò la Nemesis, che muoveva a tutto vapore oltre i forti in fiamme tra volute di fumo plumbeo.
Dekho… Guarda. Dentro quei vascelli brucia il fuoco che risveglierà i demoni dell’avidità che si nascondono in ogni essere umano. Perciò gli inglesi sono venuti in Cina e in Indostan: due paesi così popolosi che se la loro avidità si risveglia sono capaci di consumare il mondo intero. Oggi è cominciato il grande banchetto. Finirà solo quando tutta l’umanità, travolta da un’incontenibile ingordigia, avrà divorato la terra, l’aria e il cielo.
Ora a Kesri girava la testa. Io sono un uomo semplice, panditji, disse. Non capisco. Perché devo assistere all’inizio della fine? E perché voi siete qui?
Non ti è chiaro? disse Nob Kissin con una certa sorpresa. Siamo qui per aiutare gli inglesi a compiere il proprio destino. Saremo anche persone qualunque, ma siamo fortunati:noi sappiamo perché siamo qui, mentre loro non lo sanno. Dobbiamo fare il possibile per aiutarli. È il nostro dovere, non lo capisci?
Kesri scosse il capo. No, panditji, non capisco.
Baboo Nob Kissin gli posò una mano sul capo, come per benedirlo.
Non lo comprendi, figlio mio? Prima viene la fine e meglio è. Tu e io siamo fortunati a essere stati scelti per contribuire al compiersi del destino. I posteri ci saranno riconoscenti. Perché solo quando questo mondo finirà   ne nascerà uno migliore. (pp. 580-581)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...