Micronote 25

zab

  1. In linea di principio, preferisco di gran lunga un liberale corrotto ad un nazista o ad uno stalinista onesto.
  2. C’è molta gente che confonde il leopardo col giaguaro (compreso Romano Prodi). Ciò dimostra, tra le altre cose, che dalla TV non si impara nulla, nemmeno dalle trasmissioni di P. Angela.
  3. Sondaggisti, vil razza dannata,/coccolata e molto pagata,/non avete capito una mazza,/meritate una bella pedata.
  4. Bene, visto che con i partiti tradizionali l’Italia va maluccio, diamola in mano a chi ha: cultura politica 0, cultura delle istituzioni 0, senso dello Stato 0, cultura economica 0, cultura amministrativa 0, cultura delle relazioni internazionali 0, cultura scientifica meno che 0. Il futuro sarà radioso.
  5. Un Paese diviso, popolato da tribù fra loro ostili.
  6. Da sempre gli Stati in pericolo sono stati salvati da politici esperti e di lungo corso, mai da giovani inesperti.
  7. Dov’è il cadavere, là si raduneranno le aquile.
  8. Continuando così le cose, prevedo quattro possibili futuri per l’Italia: 1) decrescita infelice, 2) decrescita infelicissima, 3) decrescita drammatica, 4) decrescita tragica. Quintum non datur.
  9. Lo sport nazionale italiano è il salto. Nel carro del vincitore.
  10. Il risentimento della piccola borghesia ha creato le peggiori mostruosità del Novecento. Chissà come andrà nel secolo presente…
  11. È evidente che ciò che i grillini temono più di ogni altra cosa è il contatto con gli impuri, la contaminazione, il contagio. Debbono alimentare il mito della propria alterità radicale. Per loro questo è vitale, è la priorità assoluta.
  12. “Destra moderna e riformatrice”, “Sinistra moderna e riformatrice”. Dunque, Destra e Sinistra che fanno delle “riforme moderne”, e “modernizzano” il Paese. Facciamo finta che queste due forze esistano: dove la differenza starebbe?
  13. Ero misogallo, ora son misogrillo.
  14. Traduzione dall’italoinglese di “diretta streaming”: diretta stremante.
  15. La sfera politica è abitata dalla passione ben più che dalla ragione. Lo dimostra anche il fatto che in politica ci si innamora, e all’oggetto dell’amore si perdona tutto, dal MPS alle Ruby, dai Penati ai Casaleggi. Oppure non si perdona nulla, e ciò che si era amato senza limiti perdutamente si odia.
  16. C’è in giro ovunque un’abissale ignoranza della propria ignoranza.
  17. Anche con l’acqua pura occorre cautela: bevuta smoderatamente intossica.
  18. Da notare che il fedele che pregando chiede qualcosa a Dio chiede solitamente salute, salvezza, successo proprio o dei figli, ecc. ecc., ma non chiede mai il dono dell’intelligenza o della saggezza, poiché tutti credono di averne a sufficienza.
  19. Se siamo ridotti ad auspicare che un Presidente di 87 anni replichi il settennato, siamo ben avanti nel processo di disfacimento e nella follia.
  20. “Uno vale uno” è una tautologia priva di significato, perché il valore assoluto, ovvero inteso per sé, non esiste, e occorre specificare l’ambito in cui il valore si dà.
  21. Noto che il nuovo papa è un gesuita. Obbedirà a se stesso “perinde ac cadaver”.
  22. Noto che tutti i vescovi a 75 anni devono lasciare. Il nuovo vescovo di Roma a 76 deve iniziare. Qualcosa non mi torna.
  23. Molti gruppi si costituiscono e si auto-rafforzano anche mediante l’uso di una terminologia pseudo-tecnica e pseudo-iniziatica. Ciò si può osservare in vari ambiti.
  24. Quel malato disse: “poiché un medico competente non mi ha guarito, ne consegue che i medici competenti non sanno guarire, e perciò mi affiderò ad un incompetente”. Che ne pensi, Socrate?
  25. Termini che non significano più niente, se non come bandierine o muletas: “comunista”, “moderato”, “populista”, ecc. ecc.
  26. Il demone mimetico imperversa nei social network. Molti ne sono posseduti, e perdono ore del loro tempo scambiandosi botte da orbi virtuali in scontri senza fine.
  27. Istituzioni politiche supreme: Presidenza della Repubblica, Senato, Camera, Porta a Porta, Che tempo che fa, Servizio pubblico, Blog di Grillo, Twitter… naturalmente non in ordine di importanza.
  28. Tanti parlano e scrivono di “un terzo dei cittadini italiani” che avrebbe votato Berlusconi (o Bersani o Grillo). Ma non tutti i cittadini sono elettori, e una buona percentuale di questi non ha votato. Se si è tanto imprecisi in questa materia semplice, figuriamoci in quelle più complesse. C’è da rabbrividire.
  29. Che pena quelli che nel disfacimento attuale chiedono un governo forte, come se fosse dietro l’angolo. Se sarà forte, sarà anche mostruoso.
  30. Il razionale è banale e il banale è razionale.
  31. Il Grillismo è anzitutto il rifiuto della mediazione in politica: ormai questa è una assoluta evidenza. In realtà, è come un sessantottismo spinto alle estreme conseguenze. Ma il rifiuto di qualsiasi mediazione in politica non è nemmeno fascismo, è follia. L’affermazione della Lombardi “noi siamo le parti sociali” ovvero il popolo, fa sì che tutti gli altri vengano visti come nemici da cancellare.
  32. Dall’incultura di massa sorgono maestri di pensiero…
  33. Tutti vogliono “voltare pagina”. Manca il libro.
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