Lo si sa da tempo immemorabile: la formazione dell’anima umana termina con la morte. Solo se l’anima è aperta, però. Ma questo pochi lo sanno. I più, chiusi, si fermano a vent’anni, o anche prima. Non crescono più. Le loro anime sono simili a quegli alberi macilenti e stentati che crescono su terra povera, in climi inospitali. Ma loro non lo sanno. Lo stupido psicologismo contemporaneo, che ci vorrebbe tutti eguali, nulla sa di queste cose. E oggi nel mondo occidentale non si formano uomini, ma strumenti, o eterni bambini.

vuoi dire che la maturità individuale dipende da quanto l’anima sia aperta…?
non ho mai pensato all’anima come qualcosa di aperto o chiuso, pitttosto come a qualcosa di presente o assente.
l’ingrediente fondamentale per interpretare il mondo.
Se l’anima è assente, non c’è l’umano. Se è presente, può essere grande (raramente) o piccola, pusilla.
anche io credo nell’animismo anche se persone come Hitler si pensa non abbiano un’anima.
allora sorge questa domanda: l’anima intesa come soffio vitale intellettivo
può essere malvagia?
io non credo…per questo mi ostino a pensare che possano esistere umani non umani.
Se credi nell’animismo, cara Carla, dovresti andare in Namibia o in Uganda…
:-)))
no, non ci credo così tanto….
comunque mi piace un sacco questo argomento.
anche il reiki e lo sciamanesimo consentono di aprire l’anima?
Certamente, all’interno delle culture loro proprie. Tuttavia, tutti gli occidentali da me conosciuti che sono attratti da quelle pratiche mi paiono avere delle anime infantili.
se è così allora ho un’anima infantile anche io!…ma devo ammettere che sono attratta da tutto: dalla qabalah ai quanti, dal buddismo al confucianesimo all’induismo…dai rosacroce ai martinisti passando per la massoneria e per l’alchimia…dal bdsm al tao, dal tantrismo alla meditazione, dal cristianesimo al cammino neocatecumenale, dalla musica classica al rap…forse è proprio come dici tu. In fondo i bambini sono gli esseri più curiosi per antonomasia!
L’ultima frase, in chiusura, è amaramente vera.