Vespa

Si trovano a cena da Bruno Vespa Berlusconi, Casini, Draghi e un plenipotenziario del Vaticano. A casa di Bruno Vespa, un giornalista della RAI. Un giornalista. Un giornalista contiguo al potere, uno che si mantiene sempre fisso nella sua orbita, nell’alternarsi dei soli che illuminano la vicenda politica italiana. Vespa è la massima espressione del giornalismo televisivo. Di fatto, è un’autorità dello Stato. La sua posizione è, a mio giudizio, molto più significativa e anomala di quella di Berlusconi, dice – essa sì – quale sia la natura dell’Italia. Ma tutti lo accettano, anche a sinistra, come un dato oggettivo e irrinunciabile della politica italiana. I suoi “libri” vengono promossi e presentati dalle massime cariche politiche, dal Presidente del Consiglio a quello della Camera. Non si può fare a meno di Vespa.

Qui si evidenzia la follia di quelli che parlano di libertà di informazione. Informazione è la parola sbagliata: dovrebbero difendere la libertà di fare azione politica sotto coloritura di informazione. Poiché è evidente che in Italia nessuno crede all’informazione pura, al mestiere del giornalista come quello di colui che lavora perché la gente sappia quello che succede, indipendentemente dal tornaconto di questo o quel gruppo di interessi che esprime l’organo per cui il giornalista lavora, e che lo paga. Per questo, c’è lotta di informazioni, e i giornalisti anime belle sono eclissati, e restano quelli che lavorano per i potentati. La libertà di informazione si regge sull’esistenza di potentati in conflitto. Poiché in Italia la tendenza irresistibile è alla divisione apparente e all’accordo sotterraneo, l’informazione pencola sempre tra l’inciucio e la guerra civile.

2 pensieri su “Vespa

  1. Ricordi Fabio, alcune delle considerazioni che fece Simone Weil, in tempi sospetti almeno tanto quanto gli attuali, nel suo “La prima radice”?

    “Tutti i problemi concernenti la libertà d’ espressione si chiariscono, in genere, quando si sia stabilito che quella libertà è un bisogno dell’ intelligenza e che l’ intelligenza risiede soltanto nell’ essere umano, individualmente considerato. L’ intelligenza non può essere esercitata collettivamente.”
    “ L’ intelligenza è vinta quando l’ espressione dei pensieri è preceduta, implicitamente od esplicitamente, dalla paroletta noi” .

    “Quanto alla libertà di pensiero, si dice in genere il vero quando si afferma che senza di essa non vi è pensiero. Ma è ancor più vero dire che quando il pensiero non esiste non è libero. Nel corso degli ultimi anni c’ è stata molta libertà di pensiero, ma non c’ era pensiero. E’ pressappoco la situazione del bambino che, non avendo carne nel piatto, chiede il sale per salarla.”

    La filosofa era giunta al punto di auspicare l’ abolizione dei partiti politici (TUTTI i partiti politici), quali elementi micidiali di causa/effetto dell’ impoverimento dell’obbligo/diritto di esercitare la libertà d’ informazione.

    Dove sciamerebbe allora il vispo Vespa?

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