Kelebek

Nel blog antiamericano e antiebraico Kelebek, una delle icone del risentimento intellettuale, si può leggere un post che critica la commemorazione della memoria della Shoah cui hanno partecipato Fini e Wiesel. Molto interessante il passo che qui riporto.

– Un secondo punto viene introdotto, nel suo discorso, da Wiesel. Che smuove i morti per chiedere al governo italiano di approvare una legge che dichiari l’attentato suicida un “crimine contro l’umanità”. Guarda caso, l’attentato suicida è quasi l’unica arma che possiede chi si trova dalla parte sbagliata dell’arsenale globale dei dominanti. Noi per fortuna abbiamo altre possibilità; ma una gran parte dell’umanità si trova costretta a scegliere tra farsi saltare in aria e subire. La richiesta di  Wiesel smaschera la sua preoccupazione puramente politica: infatti, gli attentati suicidi sarebbero stati  forse l’unica possibilità di resistenza, almeno simbolica, per i detenuti nei lager nazisti.

Anche a voi fa sorridere l’idea di processare gli attentatori suicidi, ma è evidente il significato simbolico: uccidere delle persone è un semplice reato; farlo nel contesto di una resistenza al dominio è il delitto supremo, la bestemmia assoluta. E’ come quando, in tempi passati, si bruciavano al rogo i resti di quegli eretici che avevano avuto l’ardire di morire anzitempo.

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Si può far notare come un ipotetico ebreo imbottito di esplosivo in un lager non si sarebbe fatto esplodere in mezzo a donne e bambini, come fanno oggi regolarmente gli attentatori suicidi islamisti nei mercati o nelle moschee, massacrando prevalentemente musulmani e commettendo certamente atti disumani. L’odio per l’Ebreo che divora l’autore di Kelebek lo allontana dalla realtà, che viene sostituita da una sovra-realtà creata dal risentimento. E’ una patologia diffusa, che colpisce gli umani in quanto tali, da oriente a occidente, e dalla quale nessuno è totalmente immune. Si tratta di grado della affezione. In Kelebek è altissimo.

9 pensieri su “Kelebek

  1. La questione posta da Weisel è seria e tuttavia rimane fondato il dubbio che egli abbia strumentalizzato la festa della memoria ( e gli 8 milioni di morti) per fini politici molto contingenti .
    Infatti sappiamo bene che Israele sta vivendo (giustamente) male l’accusa Onu di avere commesso crimini contro l’umanità a Gaza nel 2009 e che si sta difendendo sul piano dialettico, ricorrendo alla tesi , abbastanza spuntata a quanto pare , di aver reagito a sua volta a crimini contro l’umanità commessi dai Palestinesi.

    Una cosa è certa .
    Se un attentato suicida in mezzo a donne e bambini è un crimine contro l’umanità lo è sicuramente anche il bombardamento aereo delle città abitate da civili .
    Il che porta ad esiti abbastanza imbarazzanti

  2. Non sono d’accordo, seguo Martinez da anni e lo ritengo una delle intelligenze più aperte e limpide del web. L’obiezione che tu poni al quel ragionamento io la trovo pertinente, Fabio, tuttavia non lo distrugge completamente, lo mitiga soltanto. Quanto all’attribuire delle cause di fondo onnicomprensive, come il risentimento, non si tratta di un ragionamento ma di un esorcismo. Girard rideva degli psicanalisti che serbano sempre nelle tasche un po’ di rimozione, da lanciare sull’interlocutore scomodo. Qui tu lo adoperi come lui non credo vorrebbe.

  3. Io invece, caro Elio, penso di adoperarlo proprio come Girard vorrebbe. Martinez è intelligente, ma accecato dall’anti-ebraismo. Io invece non sono accecato dal filoebraismo: ritengo infatti un crimine i bombardamenti su Gaza, una follia l’attacco all’Iraq, e una insensatezza la politica degli insediamenti. In politica sono per il realismo e contro gli ideologismi.

  4. “… I nemici di Allah non sanno che il popolo palestinese ha sviluppato proprie tecniche di morte e di perseguimento della morte. Per il popolo palestinese, la morte è diventata un’ impresa nella quale eccellono le donne, così come tutto il popolo che vive su questa terra. Gli anziani eccellono in questo, così come i mujahidin (combattenti della jihad) e i bambini. Ecco perché tutti costoro hanno formato scudi umani fatti di donne, bambini, anziani e mujahidin, allo scopo di sfidare la macchina del bombardamento sionista. È come se dicessero al nemico sionista: Noi desideriamo la morte, voi desiderate la vita”. ( Fathi Hammad , parlamentare di Hamas, alla tv Al-Aqsa, 29 febbraio 2008).

    Il « povero » Fathi è stato costretto dalle circostanze a farsi imprenditore di morte con i finanziamenti che riceve dall’Iran, dai paesi arabi, dall’Ue, dall’Onu, dal Vaticano, da tutte le persone di buon cuore e persino dai boy scout.

    Dopo il ritiro israeliano, ha dovuto sviluppare proprie tecniche di morte, invece di andare a lavorare e comprare bistecche per il popolo palestinese, perché secondo la logica degli estremisti islamici è bene uccidere gli Ebrei come comanda Allah ed è ancor meglio sacrificare i Palestinesi se questo può portare alla disperazione e alla fine di Israele.

    Domanda. Come si fa a difendersi da un vicino di casa così aggressivo e religiosamente determinato, se non ideologicamente motivato contro ogni principio di realtà ? Ma soprattutto, come si fa a difendersi senza commettere qualche « crimine », nonostante tutte le precauzioni prese ?

    Pare che lo scandalo, davvero intollerabile, sia il fatto che, nonostante la Shoah, i « Protocolli » e il rapporto Goldsone gli Ebrei siano ancora vivi e vegeti, e osino persino difendere le loro vite e il loro piccolo Stato democratico, nato male ( come tutti gli Stati, pare) e in pratica accerchiato non solo dalle lugubri e agguerrite dittature islamiche ma anche da numerosissime persone di buon cuore.

    P.S. Personalmente, come privato a cui non piace per niente la guerra, in una situazione del genere, invece di dover stare sempre lì a giustificare la mia esistenza e a dover difendere il mio diritto ad esistere in pace e la vita dei miei figli ricorrendo alla Polizia e ai Tribunali, cambierei casa… Cosa che uno Stato non può fare e non farà mai – anche perché non credo sia possibile convincere tutti gli abitanti a lasciare le loro case e il loro Paese per gettarsi in mare e farsi una nuotata nel Mediterraneo…Forse diventerebbero più simpatici, ma per fortuna o sventura non pare che gli Israeliani, giovani e vecchi, donne e bambini, abbiano l’intenzione di sviluppare proprie tecniche di morte e trasformarsi, come i Palestinesi dominati da Hamas e da ideologie perverse, in vittime del vittimismo organizzato.

  5. Bisognerebbe evitare di formulare accuse da cui è impossibile difendersi .
    Può Martinez dimostrare di non essere accecato dall’odio antiebraico senza rinunciare alla sua tesi secondo la quale la giornata della memoria è stata strumentalizzata da Weisel per fini politici contingenti ?
    Se non può difendersi allora siamo di fronte ad una caccia alle streghe

  6. De Martino :Domanda. Come si fa a difendersi da un vicino di casa così aggressivo e religiosamente determinato, se non ideologicamente motivato contro ogni principio di realtà ? Ma soprattutto, come si fa a difendersi senza commettere qualche « crimine », nonostante tutte le precauzioni prese ?
    R
    Il crimine è tale quando colpisce degli innocenti naturalmente
    Se è cosi le sfugge che accettando il crimine per difendere lo Stato si giustificano implicitamente anche tutti i crimini degli attentatori suicidi ( che si sentono soggettivamente a loro volta Stato e ritengono di essere alle prese con un vicino di casa aggressivo e religiosamente determinato se non ideologicamente determinato) .
    Le sfugge cioè secondo me la complessità quasi inestricabile del contesto .
    L’unica soluzione sarebbe un giudizio veramente terzo sulle ragioni e i torti dal 1948 ad oggi ; ma sarà mai possibile un giudizio terzo se i ponti sono stati tagliati da : “…..un risentimento. (che) E’ una patologia diffusa, che colpisce gli umani in quanto tali, da oriente a occidente, e dalla quale nessuno è totalmente immune ?”

  7. Virgolette o non virgolette Gianni , stiamo parlando dei bombardamenti e dell’uso di fosforo bianco sulla popolazione civile nel mese di gennaio 2009 .
    Le vicende ormai sono abbastanza circostanziate e i fatti noti
    La questione in discussione all’Onu è ora se questi comportamenti integrino la fattispecie giuridica dei crimini contro l’umanità

    C’è chi sostiene che non lo siano perchè legittima risposta a crimini analoghi e chi sostiene che lo siano per il tipo di armi utilizzate e perchè si è ricorsi al criterio della punizione collettiva di atti individuali
    Tutto qui .
    Senza metafisiche strane e senza porre le cose in una sovrarealtà fondata sulle parole di qualche scemo ben disposto verso i suicidi altrui
    Il diritto a vivere in pace appartiene infatti anche ai residenti di Gaza che non abbiano fatto nulla di male .
    Quindi siamo di fronte ad un problema etico e politico di difficile soluzione al contrario di quanto ritieni tu

  8. D’accordo Mario sulla complessità quasi inestricabile del contesto e sulla difficoltà del problema etico e politico di difficile soluzione. Bandire le guerre, con o senza l’uso del fosforo bianco, forse potrebbe fare evolvere il diritto internazionale umanitario. Aggiungerei che nel rifiuto della complessità ( e delle « virgolette », messe lì apposta per non saltare subito alle conclusioni al grido di « fosforo bianco ! fosforo bianco ! » ) spesso si annida la tirannia.

    In ogni caso, agli inermi di una parte e dell’altra ormai non importa niente sapere se sono stati macellati in una logica terroristica di hamas oppure uccisi, nonostante tutte le precauzioni adottate per non colpire civili, in una logica bellica più o meno conforme al diritto internazionale.

    D’accordo anche sul diritto degli abitanti di Gaza, così come degli abitanti di Israele, a vivere in pace e a essere felici. Ma se non si guarisce dal risentimento, ovvero da un odio quotidianamente alimentato da decenni – ora via « Protocolli di Sion » ora via « Rapporto Goldstone » – temo che l’inferno continuerà a Gaza e altrove ; e che – nonostante i fiumi di dialettica impiegati per districare la complessità – questa generazione non conoscerà la pace.

    A tal punto, che – senza per questo essere necessariamente filogiudaici – avremmo bisogno del dottor Freud !

    “ Il comandamento ‘ ama il prossimo tuo come te stesso’ è la più forte difesa contro l’aggressività umana (…). Eppure, chi nella presente civiltà s’attiene a tale precetto si mette solo in svantaggio rispetto a chi non se ne cura. Che immane ostacolo alla civiltà dev’essere la tendenza aggressiva, se la difesa contro di essa può rendere tanto infelici quanto la sua stessa esistenza!.” ( S. Freud, « Il disagio della civiltà », 1929, scritto alle soglie dell’ascesa « sfolgorante », e pertanto non vista, di quell’altra impresa di morte che fu il nazismo).

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