Ciò che chiamiamo paganesimo, in tutte le sue forme, non può essere altro che una degradazione, non qualcosa di primitivo.
L’imperfetto procede dal perfetto e non inversamente. (III, 251)
Come tutti gli gnostici, Simone Weil pensa che l’imperfetto discenda da una perfezione originaria, mediante una corruzione, un toglimento. Ma mentre la mente umana riesce a salire dall’imperfetto al perfetto mediante una scala di cui quella platonica di eros è una delle più famose ed esemplari, essa non sa dare ragione della causa del venir meno della perfezione. Perché se il perfetto è davvero perfetto esso è incorruttibile, bastante a se stesso, eterno e immutabile. Dunque nessun toglimento può darsi, né alcun precipitare nel tempo. Per il pensiero metafisico questa è la croce fondamentale.

ecco, questa è una frase che non condivido…
il paganesimo è
primitivo!
il moto deve sempre essere:
ascendente.
la Weil affascina anche per questo…va contro corrente.
ma se la nostra visione
riesce
ad abbracciare la complessità e la profondità del suo pensiero
ecco che si intravede una luce quasi accecante…