Michaelle Jean

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Michaelle Jean: una donna che ha dedicato la vita al dialogo, alla libertà e alla dignità umana. I suoi antenati neri avevano spezzato le catene della schiavitù, i suoi genitori quelle della feroce dittatura di Papa Doc Duvalier in Haiti quando, nel 1968 con lei bambina, avevano cercato rifugio in Canada. Da governatrice generale, lei sta appassionatamente lavorando per spezzare le solitudini dei canadesi: non solo quelle storiche di francesi e inglesi, ma anche quelle dei sottoprivilegiati della società.

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“Briser les solitudes” è il motto che sostiene il suo stemma, sintesi delle sue origini e dei suoi ideali. Fin dal discorso di insediamento si era percepita la sua precisa volontà di trasformare il ruolo formale di rappresentante della regina Elisabetta II, capo di stato del Canada, in un’occasione di promozione sociale ed umana.

“Occorre aprirsi al mondo intero, ispirandosi all’ideale di una società di uguali diritti per tutti i cittadini… La nostra storia parla potentemente della libertà di inventare un nuovo mondo, del coraggio di sottolineare avventure eccezionali… La mia designazione a Governatrice generale ne è una prova. Siamo incoraggiati a credere che tutto è possibile in questo Paese, e la mia stessa avventura rappresenta per me e per gli altri una scintilla di speranza che voglio tenere viva al massimo… Siamo ad una svolta della storia della civilizzazione e più che mai il nostro futuro si prepara in coloro che sono spinti a immaginare il mondo di domani…”

Insistendo sulla necessità di “eliminare lo spettro di tutte le solitudini e promuovere solidarietà tra tutti i cittadini che compongono l’odierno Canada”, la governatrice aveva invitato a “fare buon uso della nostra prosperità e della nostra influenza ovunque la speranza da noi incarnata possa offrire al mondo una misura-extra di armonia”.

Quale 27mo governatore generale, la ex giornalista Michaelle Jean ha messo a disposizione di tutti i canadesi una straordinaria capacità di comunicatrice. Il suo sito personale (www.citizenvoices.gg.ca) è diventato palestra attiva di dialogo con i cittadini. Forums, blogs, chat, scambi costruttivi di idee e di progetti, si articolano su quattro temi fondamentali: appartenenza, giovani, donne, cultura. I quotidiani incontri, l’autorevole e gioiosa presenza a innumerevoli eventi, i viaggi e le visite in Canada e all’estero, tutto è diventato per lei occasione di appassionato richiamo ai valori essenziali del rispetto, della tolleranza, della condivisione. Questa donna di colore, bella, colta, cattolica, è amata perché tanto vicina al cuore della gente.

Anna M. Zampieri Pan (il resto qui: http://www.bibliosofia.net/files/Ritratto_di_Michaelle_Jean.htm).

2 risposte a "Michaelle Jean"

  1. Gran donna, sì…
    con un’infanzia così, le catene sai come spezzarle.
    parole sagge le sue, aprirsi, quale parola è più eloquente!
    ciao Fabio
    C.

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