Siam pronti alla morte

Morire per Bengasi? Ebbene, sì. Qualcuno ha detto che se oggi fossero vivi Mazzini e Garibaldi il primo sarebbe a Bruxelles a denunciare con veemenza la viltà dell’Europa, il secondo sarebbe in prima linea a Bengasi, a fianco dei patrioti libici. Che si muoia per Kabul e non per Bengasi significa solo questo: gli Stati antepongono gli interessi ai princìpi. Ma spesso sbagliano nel determinare il loro stesso interesse.

“Siam pronti alla morte” cantiamo, ma non è vero. L’Italia non chiama, noi vogliamo vivere tutta la nostra consumistica vita.

La questione dell’unità nazionale

di Eros Barone  

L’Italia sabauda non era la vera Italia, lo Stato nazionale non ha alcuna legittimazione etica e culturale e la rappresentazione del Risorgimento incentrata sulla classica triade ‘Vittorio Emanuele II-Cavour-Garibaldi’ e codificata a livello scolastico dai manuali e dall’insegnamento della storia, è falsa. Con queste affermazioni un ministro della Repubblica, Roberto Calderoli, ha espresso, nel corso di un’intervista televisiva, il suo contributo alla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. In realtà, simili prese di posizione dimostrano che la questione dell’unità nazionale sta diventando nel nostro paese la questione più importante e più urgente. In nessun altro paese sarebbe concepibile che un ministro si dissoci in maniera così plateale dalla celebrazione della nascita dello Stato che è chiamato a governare. Continua a leggere