Cavedani

Quello che l’occhio può cogliere con un po’ d’attenzione all’ombra  delle ninfee sagoma immobile, è un ciprinide onnivoro, che si adatta a tutti gli ambienti, è il cavedano. Lo si trova nei grandi laghi come nei fossi e nei ruscelli, nel Po come nei torrenti di montagna, negli stagni e nei laghetti dei parchi, come questo di un parco pubblico vicino a casa mia, a Treviso.

Quando da bambino andavo a pesca sullo Zero, un fiume piccolo ma ricco di pesci, e prendevo alborelle e triotti, sognavo sempre di allamare dei grossi cavedani, e non mi riusciva mai. C’era allora un vecchio pescatore che invidiavo perché li prendeva, usando come esca grilli e anche grosse cavallette verdi.
In questi ultimi anni mi capita ogni tanto di catturarne qualcuno mentre vado a caccia di trote con l’esca artificiale. Mangiano di tutto, infatti, anche pesciolini, chicchi d’uva, frutta varia, pane, vermi, e ogni cosa commestibile scenda la corrente.

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Con Marx

Con Marx sono a buon punto. Anche se ancora non allevo bestiame, vado però a caccia, a pesca, ed esercito l’intelligenza critica. Quindi sono un quasi-comunista…

“E infine la divisione del lavoro offre anche il primo esempio del fatto che fin tanto che gli uomini si trovano nella società naturale, fin tanto che esiste, quindi, la scissione fra interesse particolare e interesse comune, fin tanto che l’attività, quindi, è divisa non volontariamente ma naturalmente, l’azione propria dell’uomo diventa una potenza a lui estranea, che lo sovrasta, che lo soggioga, invece di essere da lui dominata. Cioè appena il lavoro comincia ad essere diviso ciascuno ha una sfera di attività determinata ed esclusiva che gli viene imposta e dalla quale non può sfuggire: è cacciatore, pescatore, o pastore, o critico, e tale deve restare se non vuol perdere i mezzi per vivere; laddove nella società comunista, in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere, la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, cosí come mi vien voglia; senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico”.

 K. Marx-F. Engels, L’ideologia tedesca, Editori Riuniti, Roma, 1972, pag. 24

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