- In Italia nessuno crede all’informazione pura. Nessuno pensa al mestiere del giornalista come quello di uno che lavora perché la gente sappia quello che succede, indipendentemente dal tornaconto di questo o quel gruppo di interessi che possiede l’organo per cui il giornalista lavora, e che lo paga.
- La borghesia italiana si distingue tra le borghesie europee per mancanza di un’etica (qualsiasi). Non ne ha alcuna, e i suoi esponenti politici, da Berlusconi a Renzi, esprimono questo nulla. Perciò non hanno alcuna autorità. morale. E oltre la borghesia non c’è alcun proletariato, c’è solo la massa confusa degli emarginati che sognano un posto al tavolo del Consumo.
- In Italia non ci sono conservatori, anche in questo siamo originali. Solo riformisti. Chi non vuole definirsi tale usa l’ambiguo termine moderato.
- Penso che per l’Italia l’unica crescita realisticamente pensabile per il futuro sia quella della corruzione. Nella scuola italiana il maschile è cancellato, o quasi. L’Italia genera instancabilmente antinomie.
Italiani
Schettino

Poteri forti, uomini deboli: questa è l’Italia. Gli ultimi tempi hanno partorito due Italiani esemplari: Schettino e Scilipoti. S & S con la loro rispettiva parabola sono la cifra più esatta di quello che ora siamo, dopo 30 anni di martellante corruzione mediatica che ha esaltato i secolari vizi italiani. I pregiudizi internazionali che ci ritraggono come codardi, inaffidabili, individualisti e immorali non sono pregiudizi, ma giudizi. E tuttavia la cosa più preoccupante e significativa è che in Italia uno che come De Falco semplicemente, dalla sua scrivania e senza rischio della propria vita, dà gli ordini giusti con fermezza appaia all’opinione pubblica italiana come un eroe. Questo è pazzesco, e mostra che veramente abbiamo raggiunto il fondo.
