Cento pensierini di un gufo sull’Italia e gli Italiani

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  1. In Italia nessuno crede all’informazione pura. Nessuno pensa al mestiere del giornalista come quello di uno che lavora perché la gente sappia quello che succede, indipendentemente dal tornaconto di questo o quel gruppo di interessi che possiede l’organo per cui il giornalista lavora, e che lo paga.
  2. La borghesia italiana si distingue tra le borghesie europee per mancanza di un’etica (qualsiasi). Non ne ha alcuna, e i suoi esponenti politici, da Berlusconi a Renzi, esprimono questo nulla. Perciò non hanno alcuna autorità. morale. E oltre la borghesia non c’è alcun proletariato, c’è solo la massa confusa degli emarginati che sognano un posto al tavolo del Consumo.
  3. In Italia non ci sono conservatori, anche in questo siamo originali. Solo riformisti. Chi non vuole definirsi tale usa l’ambiguo termine moderato.
  4. Penso che per l’Italia l’unica crescita realisticamente pensabile per il futuro sia quella della corruzione. Nella scuola italiana il maschile è cancellato, o quasi. L’Italia genera instancabilmente antinomie.

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Schettino

Poteri forti, uomini deboli: questa è l’Italia. Gli ultimi tempi hanno partorito due Italiani esemplari: Schettino e Scilipoti. S & S con la loro rispettiva parabola sono la cifra più esatta di quello che ora siamo, dopo 30 anni di martellante corruzione mediatica che ha esaltato i secolari vizi italiani. I pregiudizi internazionali che ci ritraggono come codardi, inaffidabili, individualisti e immorali non sono pregiudizi, ma giudizi. E tuttavia la cosa più preoccupante e significativa è che in Italia uno che come De Falco semplicemente, dalla sua scrivania e senza rischio della propria vita, dà gli ordini giusti con fermezza appaia all’opinione pubblica italiana come un eroe. Questo è pazzesco, e mostra che veramente abbiamo raggiunto il fondo.