Englaro

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Ho spesso meditato sulla fine della vita (qui, ad esempio), e le modalità con cui avviene nelle nostre società tecnotroniche. Casi come quello di Eluana Englaro sono già accaduti, e altri se ne presenteranno, perché i continui progressi della tecnoscienza applicata alla medicina costituiscono un fronte mobile che l’etica collettiva fatica a seguire. Anche negli Stati Uniti casi analoghi hanno causato una spaccatura nell’opinione pubblica, ma in Italia questa avviene ora con i tipici tratti di ogni frattura del Paese dei Guelfi e Ghibellini. Che è anche il Paese di Machiavelli. Ingenuamente, ci si potrebbe chiedere come sia possibile che tutti i ministri in carica, senza eccezione alcuna, siano stati dell’opinione che occorresse intervenire con una legge approvata d’urgenza per impedire la morte della Englaro, mentre i pareri tra la gente (indipendentemente dal credo politico professato) sono molto più incerti e variegati. Naturalmente, si dovrebbe essere del tutto all’oscuro della costituzione mentale del politico italiano tipo per porsi una siffatta domanda ingenua. La verità evidente a tutti è che il caso, in sé terribile, è stato usato strumentalmente. Anche dal padre della sventurata. Continua a leggere