Taccuino di prigionia (17)

15 Febbraio 1944. Al. cioè quel sottotenente tedesco ha diradato le sue visite. Forse s’è annoiato. Forse avrà tovato qualche persona di compagnia. Nella sua stanza ci sta pochissimo. Non gli piace star assieme a quei medici. (Infatti al mio posto in quella stanza c’è andato un altro er doctor). Così mi disse Al.
È venuto quel soldato dagli occhiali che vuota i pappagalli con le sigarette a pagamento. Dopo averle contate mi chiese i soldi. Allora le riprese.

16 Febbraio 1944. È venuto Al con il rasoio. Me l’aveva promesso. Anzi mi aveva detto se ne volevo comprare uno alla Kantine. Possibile che non sappiano che gli internati sono trattati come sono trattati?
È venuto il dottore anche nel pomeriggio con una forse dottoressa o studentessa. M’ha visitato polmoni, cuore, reni, pressione. Mi ha contati i denti e dettava un sacco di fesserie alla froileine.
Ho sognato una convalescenza di 20 gg. Chissà perché 20 gg. anziché 15 o 40.?
L’altroieri mi hanno pesato: kg 70,5 mezzo vestito.

Taccuino di prigionia (16)

14 Febbraio 1944. Terzo giorno di ospedale a Przemyls. Sono trattato come ufficiale. Nella stessa mia stanza c’è un capitano medico tedesco: leggo sulla tabellina nera: Unterartz dr. Glück j. 32, ecc. e poi un sottotenente: Leutnant Adolfinger j. 20. Il capitano è di Berlino il sottotenente è di Wuttemberg. Infatti si vede che è un tipo allegro e schietto. Si parla qualche parola in francese. Il dr.balbetta qualche parola in italiano poiché è stato in Sicilia.

Qualche ora dopo. Mi hanno portato in quest’altra stanza, solo. Forse è meglio. È venuto quel sottotenente a far quattro chiacchiere. Si balbetta un po’ di francese, di italiano, latino, qualche parola di russo. Insomma aiutandoci anche col disegno riusciamo a capirci. Eppure è triste non capire niente e non poter parlare con nessuno. Qui non c’è nessuno che parla francese. Credo che riuscirei a farmi capire discretamente in francese. Per capirlo poi, non ci vuol molto.

Taccuino di prigionia (15)

28 Gennaio 1944. Sembra che la nostra partenza sia prossima. Oggi doveva esserci il bagno. Abbiamo avuto vino del Reno e 10 gallettine. L’altra sera invece abbiamo bevuto la vodca. Buona; credevo fosse una cosa assai diversa. È quasi uguale alla nostra grappa. Ce ne diedero 1/5 di litro. Per 1/4 d’ora tutti cantarono. Noi ne abbiamo cambiata una razione per 450 gr. di zucchero (cap. Gambarotta). Ci siamo bevuta l’altra razione che il cap. Poliani nel distribuirla aveva versata sul tavolo. Mario ha scontato 5 giorni di prigione per questo motivo: non si alzava dal letto per l’appello. Recidivo. Così il giorno del suo compleanno l’ha fatto in gattabuia. Io l’andavo a trovare e gli portavo il rancio. Gli ufficiali di guardia dei R R  carabinieri erano ragazzi giovani e alla buona. Mario se ne stava quasi sempre a letto. Infatti in quella stanzetta era sempre buio. E candele ne avevamo una sola, l’ultima che accendevamo per consumare la sbobba serale. Ho cambiato il mio maglione per 7 kg. di pane.

6-7  Febbraio 1944. Giorni terribili. 40 per carro. Rinchiusi per 40 ore. Maledetti!

Taccuino di prigionia (14)

15 Gennaio 1944. L’altro ieri ho fatto i 24 anni. Mario che aveva ricevuto il pacco da casa il 10 volle preparare la pastasciutta in mio onore.
Si fece una bella mangiata. Dal giorno 11 ci siamo trasferiti in questa baracca n.9. Nuovo Campo. Ci sembra peggiore per luce riscaldamento ed anche come ambiente. Ci sono degli alpini piuttosto anziani tutti veneti tra cui Borin di Venezia. Sento tutte le loro chiacchiere specie alla sera quando si mettono a letto. E confrontando con i vicini che avevo nell’altra baracca (tutti marocchini) trovo una differenza grande. Però Borin s’è dimostrato poco camerata con Mario. Volle 2 macedonia per una nazionale. Non voglio scrivere di più.
Adesso il vitto è migliorato. È poco ancora.