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Questo è il libro di un teologo. Un teologo che da anni dialoga con la scienza e studia i caratteri dello scientismo contemporaneo. Haught tuttavia in questo libro non fa teologia nel senso di svolgere un ragionamento che parta dalla Rivelazione (secondo lo statuto della teologia cristiana qual è comunemente intesa), ma fa pura filosofia, ovvero si sforza di usare la ragione nel modo più critico e radicale che le risulti possibile. Poiché filosofare significa anzitutto porre le questioni ultime, portando la ragione fin dove può giungere, e non sottraendo nulla alla messa in questione, alla problematicità radicale. I suoi punti di riferimento espliciti sono Henri Bergson, Michael Polanyi, Alfred North Whitehead, Bernard Lonergan e Pierre Teilhard de Chardin. Continua a leggere




