Taccuino di prigionia (16)

14 Febbraio 1944. Terzo giorno di ospedale a Przemyls. Sono trattato come ufficiale. Nella stessa mia stanza c’è un capitano medico tedesco: leggo sulla tabellina nera: Unterartz dr. Glück j. 32, ecc. e poi un sottotenente: Leutnant Adolfinger j. 20. Il capitano è di Berlino il sottotenente è di Wuttemberg. Infatti si vede che è un tipo allegro e schietto. Si parla qualche parola in francese. Il dr.balbetta qualche parola in italiano poiché è stato in Sicilia.

Qualche ora dopo. Mi hanno portato in quest’altra stanza, solo. Forse è meglio. È venuto quel sottotenente a far quattro chiacchiere. Si balbetta un po’ di francese, di italiano, latino, qualche parola di russo. Insomma aiutandoci anche col disegno riusciamo a capirci. Eppure è triste non capire niente e non poter parlare con nessuno. Qui non c’è nessuno che parla francese. Credo che riuscirei a farmi capire discretamente in francese. Per capirlo poi, non ci vuol molto.

Taccuino di prigionia (15)

28 Gennaio 1944. Sembra che la nostra partenza sia prossima. Oggi doveva esserci il bagno. Abbiamo avuto vino del Reno e 10 gallettine. L’altra sera invece abbiamo bevuto la vodca. Buona; credevo fosse una cosa assai diversa. È quasi uguale alla nostra grappa. Ce ne diedero 1/5 di litro. Per 1/4 d’ora tutti cantarono. Noi ne abbiamo cambiata una razione per 450 gr. di zucchero (cap. Gambarotta). Ci siamo bevuta l’altra razione che il cap. Poliani nel distribuirla aveva versata sul tavolo. Mario ha scontato 5 giorni di prigione per questo motivo: non si alzava dal letto per l’appello. Recidivo. Così il giorno del suo compleanno l’ha fatto in gattabuia. Io l’andavo a trovare e gli portavo il rancio. Gli ufficiali di guardia dei R R  carabinieri erano ragazzi giovani e alla buona. Mario se ne stava quasi sempre a letto. Infatti in quella stanzetta era sempre buio. E candele ne avevamo una sola, l’ultima che accendevamo per consumare la sbobba serale. Ho cambiato il mio maglione per 7 kg. di pane.

6-7  Febbraio 1944. Giorni terribili. 40 per carro. Rinchiusi per 40 ore. Maledetti!

Taccuino di prigionia (14)

15 Gennaio 1944. L’altro ieri ho fatto i 24 anni. Mario che aveva ricevuto il pacco da casa il 10 volle preparare la pastasciutta in mio onore.
Si fece una bella mangiata. Dal giorno 11 ci siamo trasferiti in questa baracca n.9. Nuovo Campo. Ci sembra peggiore per luce riscaldamento ed anche come ambiente. Ci sono degli alpini piuttosto anziani tutti veneti tra cui Borin di Venezia. Sento tutte le loro chiacchiere specie alla sera quando si mettono a letto. E confrontando con i vicini che avevo nell’altra baracca (tutti marocchini) trovo una differenza grande. Però Borin s’è dimostrato poco camerata con Mario. Volle 2 macedonia per una nazionale. Non voglio scrivere di più.
Adesso il vitto è migliorato. È poco ancora.

Taccuino di prigionia (13)

7 Gennaio 1944. L’anno scorso 1943 com’è finito male! Con Mario le feste ce le siamo passate alla meno peggio. Avevamo un po’ di pane del baratto sveglia.

8 Gennaio. Ho ricevuto una cartolina con mia somma gioia. È arrivata la commissione di cui tanto si era parlato. Tutte le supposizioni che avevano riempite le nostre giornate, facendoci sperare dio sa che ispirate condizioni per rientrare, crollarono appena vedemmo arrivare quel colonnello degli alpini. Poi ci parlò di assistenza, di interessamento per il miglioramento del trattamento, e infine disse qualcosa della situazione militare.
Accennò anche ai giovani italiani che imbracciavano le armi con gli inni del risorgimento sulle labbra. Lasciò capire che avrebbe ricevuto anche gruppi di noi per schiarimenti e per eventuali possibili facilitazioni ecc. Insomma una velata fine propaganda. Molti aderirono e sottoscrissero:
Dichiaro di aderire all’idea dell’Italia Repubblicana Fascista e di combattere con le armi nell’istituendo esercito repubblicano senza riserve anche sotto comando supremo tedesco.
Il 7 di bastoni decise la nostra adesione. 900 circa ufficiali firmarono.

Taccuino di prigionia (12)

24 Dicembre 1943. La vigilia. Mario ha ricevuto una cartolina dalla famiglia tramite la Croce rossa. È stata una bella sorpresa ed il più bel regalo per Natale. Io spero ricevere tra giorni poiché altra posta sembra sia arrivata. Da Treviso hanno ricevuto parecchi ufficiali, tra cui Turchetto e Zucchegna.
Stanotte ho vegliato per cuocere i fagioli che Mario ha avuto come noleggio della bilancia. Ancora cinghia in questi giorni, sempre acqua nelle sbobbe!
Avevano promesso un rancio speciale per domani. Ma già è arrivata la smentita. Si parla con una certa sicurezza della partenza degli ufficiali effettivi. Molte supposizioni. Non parlo dei ricordi che mi inteneriscono.

Taccuino di prigionia (11)

20 Dicembre 1943. Finalmente ci hanno dato la 2ª cartolina da scrivere a casa. Però siamo stati scalognati, a noi niente modulo per il pacco. Scriverò a casa che si interessino per farmelo avere tramite  la Croce rossa.
Ho messo in vendita l’unica maglia che avevo: il maglione regalo di Lisetta. Stamattina sono stato a Messa. Han fatto anche la Novena. Soliti ricordi!
Ieri sera ho visto il teatrino. Rivista di Guareschi. Alcuni quadri furono davvero interessanti. L’orchestrina suonò canzonette di qualche anno fa. Chiudendo gli occhi mi trsportai in Sala Balzaro. Un momento, quante cose si rievocano!
Dicono che a Natale ci sarà la pastasciutta. Intanto ci fanno fare una cinghia straordinaria.

Taccuino di prigionia (10)

16 Dicembre 1943. Stasera fumeremo l’ultima sigaretta della razione di novembre. Dicono che al 24 distribuiranno quella di dicembre. Quindi 9 giorni senza fumare.
Dovevamo darne 12 al cap. Rorè per via dell’orologio mio. Però è stata una fregatura! L’orologio non funziona neanche adesso, dopo la riparazione. Pazienza! Non lo potremo vendere. Chissà se la sveglia tascabile di Mario potremo commerciarla.
Don Pesa viene sempre per la funzione nella nostra baracca. Stamane hanno cantato la novena. È caro al cuore il canto liturgico imparato alla Pieve del paese natio.
E ricordi, ricordi arrivano galoppando che non si potrebbero dire tutti.

Taccuino di prigionia (9)

4 dicembre 1943. Tra 1/4 d’ora ci sarà il cinema alla baracca 9. Ieri furono distribuite le lettere con i moduli per i pacchi. Siccome non bastavano per tutti li diedero agli ammogliati. Dicono che tra giorni ne daranno in distribuzione a tutti. Speriamo. Arrivarono 37 lettere dall’Italia. Per noi niente. Ci fu anche una richiesta di lavoratori. Io ero propenso, Mario no. Abbiamo fatto le carte. Uscì il cinque di bastoni, carta dispari = a no. Diversi ufficiali aderirono.
Mario pensa: fintanto che abbiamo pane in più della razione possiamo restare. Poi si vedrà. Abbiamo quasi terminato il pane dell’orologio di Mario. Restano le 2 sveglie 1 paio di mutande 2 ghefanghens [sic] ed 1 paio di guanti di lana che mi regalò Trinca a Ragusa.
Oggi ci diedero 1 lenzuolo a testa. Non capisco perché i tedeschi facciano le cose a metà. Ci danno dopo 1 mese e mezzo 1 lenzuolo invece che due. Non potevano aspettare un altro po’ e darcene 2, oppure non darceli addirittura?
Dopo l’ondata di ottimismo suscitata dai bombardamenti inglesi in Germania, un senso di freddo pessimismo pervade ognuno. Tutti temono che la Germania sia ancora un osso troppo duro. Dio non lo voglia!
A casa ci penso sovente. Tanti tetri pensieri a volte mi avvolgono. Di Tomaso e Ciro che ne sarà? E gli altri come vivranno, cosa mangeranno? Dio li protegga.

Taccuino di prigionia (8)

26 novembre 1943. Oggi c’è un’adunata in campo sportivo. Ci sarà qualche comunicazione? Sono rimasto in baracca perché il dolor di denti di ieri sera mi produce una enfiagione alla guancia destra. C’è silenzio in baracca. Mi sembra una cosa stranissima. È così raro il silenzio in questo campo! Neanche di notte. A mezzogiorno ho mangiato minestra di semolino (acquosa) e poi io e Mario ci abbiamo aggiunto i rimasugli di patate del mastello filtrati con il sacco del pagliericcio. È venuta una cosa piuttosto densa. Però si sentiva la terra scricchiolare sotto i denti. Scommetto che in tempi normali i porci l’avrebbero rifiutata.
A volte penso che se avessi quella semola che Norma [una delle tre sorelle di mio padre] dà alle galline ci farei certi minestroni giganti (per usare un termine di Mario).
Adesso è finita la quiete; tornano dall’adunata. Nessuna novità.

Taccuino di prigionia (7)

24 novembre 1943. Sono passati 21 giorni. Se ci penso mi sembrano anni. Strano perché altre volte non so convincermi di aver trascorsi tanti giorni in prigionia. Mi par di essere arrivato ieri.
Cosa è successo di bello in questo lasso di tempo. Un concerto diretto da Scellini del Teatro la Scala di Milano. 6 violini. 1 violoncello. Cornetta. Clarino. Fisarmonica, pianoforte. Molto ben riuscito.
Sono partiti tutti gli ufficiali superiori. Sono arrivati altri ufficiali ancora.
L’adunata si fa fuori dalla baracca. Grande miglioramento. 1/4 d’ora di ginnastica al mattino a partire da ieri.
Compera di pane a 300 £ il Kg da parte di Mario. Continua a leggere