Micronote 31

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  1. Non vedo una classe politica impegnata a dibattere sull’origine della nostra crisi economica e sul modo di uscirne, a scontrarsi sulla difesa aperta di interessi e prospettive sociali differenti. La vedo tutta presa dal pensiero di Berlusconi, di Renzi e delle elezioni, senza un’idea, se non quella di attendere tempi migliori, imperante Germania.
  2. Il paradosso dell’arte “religiosa” è questo: quanto più grande l’artista, quanto più il suo genio si incarna nell’opera, tanto meno intensa è l’aura religiosa della stessa, la sua capacità ierofanica, la sua forza di suscitare la devozione dei fedeli. Tanto più semplice e anonima e arcaica l’icona, tanto più potente in essa la presenza del sacro. Non si prega una madonna di Raffaello.
  3. In Italia c’è sempre stata molta gente senz’arte, ma con molta parte.
  4. Trovare disgustosa la Santanchè è un dato pre-politico, di natura antropologico-estetica.
  5. Come gli animali difendono, talvolta all’ultimo sangue, i loro spazi e il loro cibo e la prole, così combattono etiam gli umani per le loro risorse, i loro spazi di vita, i loro diritti e privilegi.
  6. “Dal dí che nozze e tribunali ed are / diero alle umane belve esser pietose / di se stesse e d’altrui…” Ma oggi le nozze sono abbandonate e stravolte, le are poco frequentate, e nei tribunali non si rende giustizia. Ergo, le belve umane saranno sempre più impietose.
  7. Ad ogni giorno la sua guerra. Su ogni giorno incombe la Guerra.
  8. Il concetto di “volontà popolare” è uno dei più problematici e fumosi mai partoriti dalla mente umana.
  9. In Italia anche la figura del manager tende a conformarsi a quella del parassita.
  10. La lingua scritta e parlata ci dice la decadenza italiana, la caduta del nostro Paese nella periferia globale. Ieri dove era scritto “Spaccio Aziendale” ho letto “Factory Outlet”, e per strada ho sentito la madre italiana chiamare il figlioletto “Vieni qui, William!”.
  11. Chi impartisce lezioni di moralità è tanto più temibile quanto maggiore è il suo potere.
  12. La Storia non è una Entità superumana che giudica e manda nel corso dei secoli. Non è un Nume cui appellarsi. Il nostro giudizio sugli imperatori romani è stato condizionato dagli storici antichi; gli storici futuri scriveranno la storia di oggi secondo gli schemi culturali e la mentalità loro.
  13. Accogliere nuovi immigrati è sempre difficile. Lo è anche quando le differenze sono limitate, ad esempio quando la religione è la stessa, ma l’accento è differente, la lingua è un’altra lingua. E’ una legge universale degli umani. L’identità si può comprendere e affermare solo nella differenza. Solo affermando la diversità dell’altro posso affermare la mia identità. Ma questo solitamente comporta una forma di esclusione. Però non tutte le esclusioni hanno lo stesso valore, la stessa forza, la stessa direzione.
  14. La Service Tax sarà la Tassa dei Servi? Può darsi, del resto la condizione di una parte della società sta riavvicinandosi a quella servile, da cui due secoli di progresso sociale l’avevano allontanata.
  15. Su molte notevoli poltrone siedono notevoli poltroni.
  16. Il maniaco laicista e il maniaco religioso per me pari sono.
  17. Il male è sempre più attivo del bene. Per questo diffido degli “attivisti”.
  18. Ipocrisia Mediatica Universale, IMU.
  19. Gli Italiani si dividono in tre grandi gruppi: Amici, Amici degli Amici, Amici degli Amici degli Amici.
  20. Ogni leader politico ha due sole possibilità: presentarsi come vittima nel passato o come vittima nel futuro. Il presente è un istante tra due vittimizzazioni.
  21. Il tradizionalismo è la malattia senile-infantile del cattolicismo.
  22. Le classi dirigenti italiane sono state sempre inclini al tradimento, come l’8 settembre, un evento senza eguali nella storia delle nazioni, dimostra ampiamente. Le spiegazioni sono essenzialmente due: 1) gli Italiani sono un popolo per sua propria natura incline al tradimento, e le classi dirigenti sono espressione di questo popolo; 2) non c’è alcun popolo italiano, ma solo un agglomerato di tribù più o meno numerose in lotta tra loro, su cui è calato uno Stato artificiale. Tutte le altre spiegazioni non colgono l’essenza.
  23. Mettete un essere umano in sella ad una moto e avrete un fuorilegge.
  24. Da un punto di vista strettamente militare, avvertire il nemico che sarà attaccato dopo molti giorni, consentendogli così di prepararsi, se l’attacco stesso si intende come rivolto ad obiettivi limitati è una pura follia.
  25. Mi è lecito pensare che il pensiero di Emanuele Severino sia una mediatico-accademica folle bufala dorata?
  26. Il fatto che Balotelli sia nero non mi impedisce di definirlo un tamarro e un coglione, un pessimo esempio per tutti i giovani. Se me lo impedisse, sarei un razzista alla rovescia, come oggi sono moltissimi.
  27. Nessuna valuta ha corso legale nell’Aldilà.
  28. “Lo sport è uno straordinario strumento educativo” disse quello. Ne discende che gli sportivi sono più educati dei non sportivi. L’esperienza non sembra confermarlo. A meno che non s’intenda l’educazione all’uso delle sostanze dopanti.
  29. La scuola in questi decenni ha subito un processo di decostruzione e delegittimazione che l’ha portata alla rovina. E le conseguenze sono evidenti nel declino del Paese.
  30. Il Rwanda ci ha insegnato che per compiere una strage immane sono sufficienti i machete.
  31. Fabrizio Maramaldo è forse il prototipo dell’italiano?
  32. La biologia è un logos sul bios, un discorso sulla vita degli enti che nasce appunto come logos umano, è una realtà comunque culturalmente determinata.
  33. In mancanza di una loro fondazione trascendente, il Bene come il Male sono lì dove ciascuno li pone, sono soggettivi, o determinati dalla società e quindi “oggettivi” solo in quanto inter-relazione: sempre contestabili, quindi, nella loro determinazione, da qualsiasi soggetto dica dostoevskianamente: io non ci sto.
  34. Petrolio, petrosangue.
  35. Gli Italiani sono un popolo di metaforizzanti.
  36. La possibilità che proprio gli atti che secondo noi dovrebbero purgarci dal male ci sprofondino in esso. E il male è, in definitiva, una questione di segni.
  37. La Storia è una maestra prodotta dai suoi stessi allievi.
  38. Un Duopolista che si presenta come campione del liberalismo in Italia. Follie italiane.
  39. Berluscolatri e Berluscoclasti, mediazione impossibile.
  40. Essere portato alla quiete, alla riflessione filosofica, alla contemplazione. E avere in sorte un figlio autistico con grave ritardo mentale e iperattivo. Provate e crederete.
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