Quasi Modo

Quasimodo: chi lo legge ancora? Questo poeta, quando ero piccolo, negli anni Cinquanta-Sessanta, veniva posto in un mazzo con Montale e Ungaretti, ed erano le tre corone del Novecento. Così tu avresti avuto tre triadi: Dante, Petrarca, Boccaccio (vera gloria); Carducci, Pascoli, D’Annunzio (gloria posticcia); Ungaretti, Montale e Quasimodo (gloria?). Leopardi dove lo mettiamo? In compagnia di Manzoni e Verga si annoia a morte. Qui non occupo l’ufficio di insegnante, nel mio blog sono libero di dire e di sentenziare. Allora dirò che di questi tre ultimi nostri poeti penso che 1) siano dotati di grandi capacità tecniche, siano spaventosamente raffinati, da veri epigoni, da Alessandrini, Montale forse più di tutti; 2) non abbiano un gran che da dire al lettore contemporaneo (che è poi lo status di insignificanza della prospettiva che non possiamo non continuare a definire lirica). In ogni caso, non dicono molto a me (uno che pensa che la poesia strettamente occidentale abbia bruciato le sue ultime cartucce con Baudelaire e sia stata sepolta nella Senna con Paul Celan). Mi hanno tediato le frasettine spezzate, la voglia di assoluto, la concentrazione in due versi del primo Ungaretti come i gongorismi e i parapetrarchismi dell’Ungaretti maturo; di Montale, se mondi non può aprirmi e mi offre solo qualche sillaba contorta, e mi dice che lui non sa una mazza, questo soltanto sa, non mi cale, lasciamo che la polvere si depositi sulle sue opere complete. La sua finta saggezza senile mi ha saturato. Quasimodo è davvero un caso strano: portato al cantar melodioso, che al Novecento non s’addice, guardate che massa volitiva di versi ha secreto. Non lo legge più nessuno. Scrivi, hai successo, quelli di sinistra ti portano pure sugli scudi, magari ti tocca un Nobel, poi è subito sera. Quasi modo. Al collega G.Capponi vorrei dire che ho scherzato.

2 pensieri su “Quasi Modo

  1. mi riferisco a un suo libro di poesie, i tigli del parco, che la zia Adelia mi regalò nel periodo della mia adolescenza, nel quale ci sono poesie interessanti come questa:

    Un cuore di quarzo, morte, avrai da me
    Un muro alla spelonca di eterno sonno.

    (la prefazione è di Quasimodo).

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