Topia

Tra gli anni Sessanta, Settanta e i primi Ottanta ho conosciuto molti che si professavano “rivoluzionari” e “comunisti”, che sognavano l’avvento in Italia di una “fase rivoluzionaria”. Erano fra loro molto diversi, ma avevano tutti una cosa in comune: credevano fermamente che in alcuni luoghi della Terra si vosse verificata la Rivoluzione, e che vi vigesse il Comunismo. In quei luoghi gli umani erano felici in quanto lavoratori, e si andava costruendo l’Uomo Nuovo. Prima l’Unione Sovietica, poi la Cina, quindi Cuba, il Vietnam del Nord, ecc. ecc. L’Utopia in cui questi uomini e donne  vivevano era in realtà una Topia. Gli Italiani hanno guardato sempre alle Rivoluzioni degli altri: molto alla Francese e alla Russa, poco a quella Americana. Hanno prodotto in proprio la Rivoluzione Fascista, a cui molti hanno guardato, a loro volta, dai loro Paesi. Ma molti sostengono che quella non fu una vera Rivoluzione. In ogni caso, caduta l’Unione Sovietica, divenuta la Cina un immenso opificio del Capitalismo Internazionale e un grande agente sui Mercati Finanziari, demistificato il culto dei Barbudos e dimenticato il Vietnam che pensa solo all’economia, impresentabile la Corea del Nord, resterebbero gli  Islamisti…

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