“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo e’ un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione”. Sembra che Dell’Utri abbia detto questo. Non è la prima volta che cose del genere vengono dette. Io non sono un uomo di sinistra, non sono un resistenzialista e detesto la retorica politica, ma penso che Dell’Utri abbia proferito una solenne corbelleria.
Si sa che la materia scolastica che ai politici (non solo italiani) interessa di più è la storia. Perché è la più ideologica e la più strumentalizzabile, quella che ha più a che fare con l’identità nazionale e ha natura politica di per sé. Solo che sbagliano bersaglio. Infatti, i politici italiani pensano che i libri di testo siano fondamentali nel formare le idee dei giovani. Nel pensare questo mostrano una ignoranza abissale di ciò che accade nella scuola, e non ricordano nemmeno la propria esperienza scolastica. I libri di testo, nella realtà fattuale delle cose, non contano nulla. Gli studenti non li leggono autonomamente, quasi sempre non li leggono affatto. Le poche idee che gli si accendono nella zucca si accendono per opera degli insegnanti. In realtà, è già molto se gli studenti leggono le pagine che il loro professore ordina loro di leggere. Anche perché gli stessi insegnanti non trovano piacevole la lettura dei libri di testo, se sono insegnanti intelligenti, poiché i libri di testo sono deprimenti. E gli insegnanti stupidi (ce ne sono molti, eccome) non influenzano nessuno. Insomma, il libro di testo è mediato dal docente, oggi più di ieri. La polemica sui libri di stato è dunque stucchevole, superata in partenza e del tutto beota.
Tuttavia, sotto l’affermazione dell’amico di Berlusconi scorgo una realtà problematica. L’Italia del dopoguerra si è fondata infatti, per quanto riguarda il senso della sua legittimità politico-civile, sul culto della Resistenza. Questa è stata però un’esperienza solo del Centro-Nord, dalla quale il Sud è stato forzatamente escluso. Per un siciliano sentire la Resistenza è davvero difficile. E questo è un problema della nazione intera.
