L’isola

ex-libris_thumbnail2.jpg

“La cosa che più esaspera il cuore umano è vedere qualcuno che si rifiuta di portare sulle proprie spalle il fardello del destino comune” scrive Gustaw Herling nel suo lungo racconto L’isola (L’ancora del mediterraneo, Napoli 2003, p. 20). Come molte sentenze, anche questa si presta ad una lettura almeno duplice.

 

L' isola

L’una vede il singolo sottraentesi alla legge comune come affetto da folle hybris, e giusta dunque l’esasperazione della folla (che la può condurre ad un giusto linciaggio, reale o figurato). L’altra vede nella folla il gruppo ferocemente cieco nell’amore del proprio comune fardello, dunque di sé, e il singolo come l’eroe illuminato. Ma forse queste due letture apparentemente diverse debbono confluire in un’unica verità.

Lascia un commento