La retorica su Falcone e Borsellino

«XY è vivo / e lotta insieme a noi!». In tanti cortei dopo il 1968 è risuonato questo grido, in cui il nome di un caduto (ucciso dalla polizia o dagli avversari politici) veniva invocato. Si trattava sempre di vittime di morte violenta: di loro si affermava che in realtà erano vive, anzi continuavano a lottare. A differenza degli altri morti, essi mantenevano la capacità di agire, erano potenze, anzi in quanto vittime da morti erano più potenti che da vivi. Il fenomeno è ben noto, e precede di molto il 1968 (basta guardare alla Germania hitleriana), è diffuso a destra e a sinistra, e oggi riguarda anche Falcone e Borsellino. Continua a leggere