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Dirò solo che al godimento che sempre mi procura la lettura della prosa di Blumenberg qui si unisce quello che provo ogni volta in cui mi imbatto in un autore che metta in luce le debolezze del freudismo e la precarietà delle radici (ormai marce, anche se nessuno se ne vuole accorgere) della psicoanalisi. Che a questa manchi poi il “pendant” della psicosintesi è una deliziosa affermazione che si legge a pag. 363.

Fabio Brotto

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Passione di Passione

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Ho finito di rileggere Passione secondo Matteo di Hans Blumenberg, letto nell’agosto del 1993. Un corpo a corpo con la prosa di Blumenberg, che mantiene nella traduzione di Carlo Gentili il suo carattere denso e avvolgente. Questo difficile libro parla della celebre cantata di Bach in rapporto alla storia della ricezione dei testi evangelici. Basta una citazione per darne un’idea. La prendo da pag. 204.

La musica della Passione dà forma a quella che è forse la più grande occasione mancata, nella tradizione cristiana, per superare il docetismo della cristologia nel suo nocciolo più duro: quella di lasciare nel suo «realismo» la parola circa la tentazione di Gesù.
Che qui sia rimasto qualcosa della genuina insuperabilità della gnosi possiamo apprenderlo dall’opera di Bach, in quanto Passione della Passione.

Uno di quei libri che mette in movimento il pensiero.