Cratofania

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Da sempre per uomini e dèi
veneranda tra tutte le cose
è la forza di animo e corpo
alla quale si inchinano tutti.
La rinuncia ai beni del mondo
è forza che si manifesta,
e l’asceta atleta di Dio
anche lui testimonia la forza.
Il casto che Venere sdegna
la donna che prega e digiuna,
il martire che si offre ai leoni,
chi prende la croce e la porta,
chi dice di essere nulla,
polvere innanzi all’eterno,
chi nudo affronta l’inverno,
la virtù eroica del santo,
e le debolezze felici,
sono ombra di forza divina,
perché sempre sovrana è la forza.

Nomina non tenemus

Si chiamava Forza Italia, poi è diventato Partito della Libertà o PDL, che molti, non so perché, volgono al femminile, come Casini che dice la PDL. Ora deve cambiare nome di nuovo, per le note vicende con Fini, il quale a sua volta dovrà trovare un nome per il partito che fonderà. “Io voto futurista” suona bizzarro, ma in realtà qui i nomi sono impazziti, cambiano continuamente, con lo stesso fervore vulcanico con cui sprizzano dal sottosuolo i Calearo e gli Scilipoti. L’inconsistenza, l’impermanenza sembrano la cifra politica dell’oggi. Quanti partiti, movimenti, soggetti politici, ammucchiate, schiere, branchi e greggi abbiamo già visto negli ultimi 15 anni e dovremo vedere nei prossimi… La persistenza delle stesse facce cardinali però, i volti stabilmente presenti attorno cui ruotano le miriadi di personaggi secondari che sorgono dal nulla e vi risprofondano, quella persistenza dice che la fluidità del sistema politico è solo apparente. Possono sorgere sempre di nuovo Partiti dell’Amore, Poli della Nazione, e tutto ciò che i pubblicitari e i sondaggisti forniscono a Berlusconi & Soci, ma i poteri e i potenti reali sono sempre gli stessi, immutati (o quasi).