L’uomo maschio (Le premier sexe, 2006, trad. it. di R. Boy, PIEMME 2007) è un pamphlet di Éric Zemmour. Le tesi sono estreme, perché appunto è un pamphlet, e non un saggio. Constata la femminizzazione della società europea, e del maschio stesso, e la sua perdita del carattere maschile. Vi sono idee che condivido, altre da cui dissento. Per esempio, Zemmour vede i due generi come aventi interessi opposti – il maschio, in forza del numero immenso di spermatozoi, portato al sesso con più femmine, la donna invece, dotata di un limitato patrimonio di ovuli, interessata ad un maschio forte protettore fisso – e la creazione della coppia (non la famiglia) come opera femminile, in quanto il maschio sarebbe intrinsecamente dissolutore di legami, dongiovanni, ecc… Ma nello stesso tempo vi è in Zemmour l’idea di una legge del Padre, che la società contemporanea avrebbe distrutto. Ora, queste sono idee molto da battaglia giornalistico-mediatica, ma non seriamente fondate. Vi sono altre idee di Zemmour, poi, che riguardano lo sviluppo del capitalismo europeo: i 30 anni dal 1945 al 1975 hanno visto un graduale aumento dei salari e una diminuzione del saggio di profitto. Il capitale ha risposto con l’arma classica dell’ esercito di riserva, favorendo prima una massiccia immigrazione di forza-lavoro extracomunitaria a costo più basso, poi aprendo le porte all’esercito delle donne. Riporto un passo di un qualche interesse. Continua a leggere