EUROPA

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Sentimento nazionale europeo

Se gli europeisti hanno mai pensato l’Europa come destinata a diventare, da comunità di interessi economici, una nazione sul modello degli USA, si sono sbagliati. L’Europa rimarrà una lega di Stati interessati (e non è poco, davvero) a mantenere prospero e pacifico il Continente. Avere una prova di questo è semplicissimo. Si tratta di un elemento non quantificabile ma fondamentale: il sentimento nazionale. Esso è  forte in Paesi come la Francia, l’Inghilterra e la Spagna (nonostante la presenza di indipendentismi locali), meno forte in Italia. Ed emerge con particolare chiarezza in relazione alle forze armate, quando dei soldati di un Paese cadono in combattimento. Ma anche quando una sciagura colpisce quel Paese, soprattutto se le cause non sono naturali. Insomma: il sentimento nazionale emerge nel lutto. Lo vediamo quando dei nostri soldati cadono in Afghanistan. O se in una sciagura muoiono degli italiani. Appare evidente come la morte di un soldato italiano ci turbi, quella di dieci francesi o inglesi o tedeschi ci lasci indifferenti o quasi. Lo si vede da come i media nazionali trattano questi eventi. Questa è la prova lampante ed assoluta della totale mancanza di un sentimento nazionale europeo.

Contro l’Europa

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Individuare nei fenomeni storici in atto il bene e il male è sempre problematico. Se un allievo mi chiede se secondo me l’unità politica dell’Europa sia un bene o un male non so rispondere, e pratico una bella epoché. Mi metto nei panni di un abitante della Sassonia nel 1860: se mi avessero chiesto allora se l’unità della Germania fosse un bene, avrei sicuramente risposto di sì. Gli esseri umani tendono infatti sempre a pensare che l’unità sia un bene. È stato un bene? Continua a leggere