Aristotele detective

Aristotele detective. I primi casi: Aristotele detective-Aristotele e il giavellotto fatale-Aristotele e la giustizia poetica

“I primi casi” della (relativamente) fortunata serie di romanzi di Margaret Doody con Aristotele nel ruolo di investigatore. Lo trovo un divertissement ben riuscito, e una lettura piacevole. Prerequisito: aver fatto il classico, e non aver odiato il greco e la filosofia. Questo Aristotele anziano e acuto osservatore degli umani e di tutta la realtà è una figura che molto mi piace. Ho sempre trovato che scrivere romanzi ambientati nell’antichità sia una  missione impossibile per tutta una serie di ragioni, anzitutto per la difficoltà estrema che lo scrittore incontra nel tentativo di spogliarsi del sé culturale contemporaneo per dotare i personaggi del sé culturale dell’era cui appartengono. Nell’Atene in dissoluzione in cui sono ambientate le storie della Doody, in effetti, possiamo intravedere alcuni caratteri del nostro mondo attuale, e in particolare proprio il suo avvertirsi come mondo in dissoluzione, ma i personaggi pensano e sentono da Greci antichi, e condividono i valori della loro cultura (per esempio non si sognano di vedere qualcosa di negativo nella schiavitù). Tra l’altro, la lettura di questi testi ci ricorda che la condizione della donna greca non era più emancipata di quella della donna islamica tradizionalista, a cominciare dal velo.