L’epoca nostra vede l’annientamento della differenza morale: a ogni umano, per tutto il corso della vita e a prescindere dal genere, vengono attribuite le stesse caratteristiche, gli stessi bisogni, gli stessi appetiti, e conseguentemente gli stessi diritti. Per questo, si immagina, ad esempio, che un anziano abbia, anzi debba avere, lo stesso diritto alla sessualità che ha un giovane. Idem per gli handicappati mentali: anche loro hanno diritto alla felicità sessuale. Come se la soddisfazione degli impulsi sessuali coincidesse con l’essere felici, quando tutta l’esperienza dell’umanità dimostra che così non è. In questo io vedo la massima espressione del trionfo di una visione miseramente materialistica dell’esistenza umana.

Illich diceva che iogni Diritto concesso dallo stato, equivale all’espropriazione di un autonomia ( libertà) personale. Ora lui forse estremizzava, ma per esempio nel caso dell’istruzione o della sanità, si nota che il gigantismo del sistema, tende spiesso a formare individui ignoranti e malati, buoni solo a ad andare a ingigantire il mostro burocratico che li ha creati. Siccome apunto si comincia pure a sentir parlare di diritto alla felicità sessuale, si capisce come aumenti l’insoddisfazione
(e diminuisca la castità)
ciao,k.