Congedi

Ha come sottotitolo La crisi dei valori nella modernità questo tascabilissimo volumetto di Alberto Castoldi Congedi (Bruno Mondadori 2010). Costruito citazione dopo citazione, come tutte le opere del genere, sviluppa un ragionamento non particolarmente originale, ma potrei consigliarlo ad uno studente universitario come introduzione a relativismo e nichilismo.

Congedi. La crisi dei valori nella modernità

È la componente anarchica del desiderio, alimentata a dismisura dalle merci, dalla pubblicità, dalle relazioni sociali, a rappresentare la parte più destabilizzante del sociale, al punto che il potere ha come suo imperativo principale il controllo della pulsione desiderante. Di qui lo stravolgimento della comunicazione che si traduce in una molteplicità di forme di spettacolarizzazione pervasive. Il potere si fa marketing, e i tre tipi di spettacolo sociale, concentrato, diffuso e integrato, descritti da Guy Debord in La società dello spettacolo (1967), si risolvono di fatto nel primo, che risponde ad un modello totalitario, almeno nella misura in cui ogni potere tende ad essere totalitario e a influenzare il consumo per regolare i desideri. (pp. 103-104)

Qui sembra porsi una opposizione fra potere e sfera del desiderio alimentata dai meccanismi economici, e nello stesso tempo una loro sostanziale fusione. Tuttavia il discorso mi sembra più confuso e confondente che dialettico.

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