Rileggo Simone Weil 10

La vita moderna è in balìa della dismisura. La dismisura invade tutto, azione e pensiero, vita pubblica e privata. (Sport: campionato – godimenti fino all’ebbrezza, fino al disgusto – fatica fino all’abbrutimento, ecc., ecc., ecc.). Di qui la decadenza dell’arte. Non vi è più alcun equilibrio. (Anche i tentativi di Le Corbusier sono vani…). Il movimento cattolico rappresenta parzialmente una reazione: per lo meno le cerimonie cattoliche sono rimaste intatte. Ma anche esse sono senza rapporto con il resto dell’esistenza.

Cercare un equilibrio tra l’uomo e se stesso, tra l’uomo e le cose.

Ogni equilibrio è viziato. Es. tra il lavoro e i suoi frutti. La speculazione ha corrotto indirettamente persino la gente di campagna… Non c’è più un rapporto percettibile tra l’azione e gli effetti dell’azione, cosicché anche agendo l’uomo è passivo.
Magia. (Faust).
(Questo stato di cose si deve ripercuotere – ma come? – anche sull’amore). (I, 164)

Nei Quaderni ritornano continuamente gli stessi pensieri. Uno è quello della dismisura del mondo moderno. Occorre chiedersi dove stia l’origine della dismisura, se né il pensiero greco né il Cristianesimo ne sono i promotori, come afferma Simone Weil, e se essi d’altro canto sono le due radici dell’Occidente. Ma ovviamente qui c’è il pericolo della semplificazione, sempre in agguato. Una civiltà che nelle sue espressioni più alte riflette costantemente sul pericolo della dismisura la contiene già al suo interno. Può proiettarla sui Persiani, come Eschilo, ma l’ha in sé annidata: e basta leggere la Guerra del Peloponneso. La Torre di Babele non è un prodotto del moderno. E anche l’impero romano è una espressione di smisuratezza, come tutti gli imperi. La misura è un ideale filosofico per pochi.

Quando si pensa la dismisura, ogni aspetto della vita individuale e collettiva ne appare segnato. E anche la Chiesa cattolica, che ha mantenuto alcuni punti fermissimi, non ne è esente, sia nel suo pensiero che nella sua prassi concreta. Basta pensare alle migliaia di santi di Giovanni Paolo II, alla costruzione di San Pietro con le indulgenze vendute senza limite, all’idea che la popolazione mondiale possa crescere all’infinito, ecc. (cito tre aspetti casualmente, senza ordine temporale, e anche senza una valutazione di merito, come puri fatti). Aspetti che fanno ritenere che la dismisura sia costitutiva dell’umano in quanto tale, e destinata a durare quanto l’umano stesso.

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