Sinistra (?) contro Destra (?)

Il PDL e il PD sostengono entrambi il Governo Tecnico. Gli votano continuamente la fiducia. Dunque, non possono dire all’elettorato di non condividerne la politica economica, altrimenti la loro posizione sarebbe del tutto insostenibile, e addirittura assurda. Se però si sostiene una politica economica importante e incisiva, significa che nella sostanza la si condivide: anzi, che nella sostanza essa è la propria stessa politica economica, escluso qualche elemento secondario. Dunque, la politica economica che hanno presente i due partiti è sostanzialmente la stessa. Di fronte all’elettorato non potranno presentarsi con politiche economiche davvero differenti. Se il PDL cavalcasse populisticamente il ritorno alla lira, ad esempio, gli si chiederebbe perché abbia sostenuto Monti, e prima perché Berlusconi abbia firmato un anno fa la lettera di intenti della BCE, e il PDL non potrebbe dare risposte sensate. Ne consegue che, essendo in realtà unica la politica economica, le differenze che giustifichino lo scontro si dovranno trovare su altri piani. E il piano sarà soprattutto quello dei cosiddetti diritti civili. Caduta ogni idea di giustizia, la Sinistra imborghesita e dominata dal pensiero radical-borghese punterà sui diritti civili. Per questo, Bersani non può fare a meno di Vendola, cioè esattamente di quel massimalismo in versione post-operaia che ha fatto crollare precedenti Governi, e che minerà alla radice anche il suo. Anche perché gli elettori di Vendola (lui anche, forse, ma tanto è in grado di narrare qualsiasi cosa) questa politica tecnica non l’amano affatto. Per questo, assisteremo ad una campagna elettorale pesantemente sbilanciata sui gay e i loro diritti, che sarà utilizzata in modo del tutto strumentale e da tutte le parti.

Ante Pugnam

Vedea Berlusco Milanese su ‘l corno destro de l’oste sua le schiere de’ Padani verdi per lo colore de l’arme e stemmi, e ne lor volti per la rabia de lo perduto foederalismo; e vedea anco lo Boxone da Gemonio lor duce, co ‘l filio Trotarello e li famuli e scudieri e capitani guatare torvi al centro de li inimici il gran Casino, ch’ei Berlusco avria voluto trar da la parte sua co’ premi e condotte e castella. Ma lo Gemoniese stimava ‘l Casino un fil di paglia, e ‘l centro de l’essercito suo debile e pronto a esser franto, sì che mal celava l’intenzion sua di forzare, e dar l’assalto pria che ‘l fetor de la neapolitana feccia, che tenea ‘l Berlusco in sua reserva, ammorbasse li Lanzi Bergamaschi.

Ma pur sappiendo l’oste sua divisa, e temendo no infedel li fusse, il Berlusco ne’ li precordi sui gaudeva, poi che vedea l’arme de li inimici sui esser divise, e dubia la vertude de li efemenati guerrier del Vendola Pugliese, cui li democratici assegnorno lo baston del comando, ché increbbe lor mal consigliati Bersano cunctatore, et essi elessono un cianciator d’onne fandonia pleno.

Dal Bellum Foederale I dell’umanista Broctino da Zairo